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LAVORO, L'ESPERIENZA DI COOP COSEMA: CDA AL FEMMINILE

Un centinaio di socie lavoratrici e, da oggi, anche un Cda interamente femminile (nella foto a sinistra): questa bella pagina di storia di donne in cooperativa è scritta dalla Cosema di Vittorio Veneto (Treviso). Attiva da oltre venticinque anni nel settore delle pulizie in Veneto e Friuli Venezia Giulia, la società ha proceduto a fine maggio al rinnovo del consiglio di amministrazione in scadenza, e al vertice - per la prima volta nella storia della cooperativa - sono state elette tutte donne. 

 

 

Un centinaio di socie lavoratrici e, da oggi, anche un Cda interamente femminile: questa bella pagina di storia di donne in cooperativa è scritta dalla Cosema di Vittorio Veneto (Treviso). Attiva da oltre venticinque anni nel settore delle pulizie in Veneto e Friuli Venezia Giulia, la società ha proceduto a fine maggio al rinnovo del consiglio di amministrazione in scadenza, e al vertice - per la prima volta nella storia della cooperativa - sono state elette tutte donne: Fabiana De Luca (riconfermata presidente), Francesca Condotta (oggi vicepresidente, già in cda come consigliera), Franca Piai (riconfermata consigliera), e le nuove entrate di Asmaa Ouaissa e Giulia De Spirt.

Due componenti, queste ultime, cui la presidente Fabiana De Luca tiene in modo particolare. «Asmaa è una cittadina marocchina sensibile e esperta conoscitrice delle problematiche e specificità delle immigrate nel nostro territorio. Una nomina particolarmente importante visto che oltre un quarto della nostra forza lavoro è composta da donne straniere». E, sulla ventitreenne Giulia De Spirt: «La sua candidatura smentisce un triste luogo comune, secondo cui le nuove generazioni non sarebbero disposte a mettersi in gioco».

La storia di Cosema raccontano un’Italia di donne non sempre sotto la luce dei riflettori: come quelle che hanno lavorato per anni informalmente nel settore delle pulizie e cui la cooperativa ha offerto un posto regolare. È infatti l’attenzione alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ad essere al centro della strategia di impresa, sin dalla nascita della cooperativa nel 1986, ed è grazie a questa scelta che molte riescono a mantenere un’occupazione pagata all’esterno delle mura domestiche.

Tante anche le donne coraggiose spesso immigrate nel nostro Paese per bisogno e arrivate senza conoscere una parola della nostra lingua. Molte mantengono finanziariamente la propria famiglia. Alcune sono sole, altre hanno dei compagni al loro fianco, con i quali non è raro che debbano “contrattare” la possibilità di lavorare fuori casa. Donne che, col tempo, si sono integrate nella vita cooperativa tanto da scegliere, per le assemblee, di indossare i costumi tradizionali riservati alle occasioni importanti nel loro paese di origine.

E che, una volta superate le barriere linguistiche e la timidezza iniziale, condividono con sincerità e entusiasmo non solo il lavoro, ma anche i momenti di festa con le colleghe italiane. E ancora ci sono le tante ragazze che nell’ultimo periodo hanno chiesto un posto di lavoro alla Cosema: giovani anche fresche di diploma, che pur di lavorare hanno messo in stand by le loro legittime aspirazioni e si sono rimboccate le maniche con umiltà e tanta buona volontà.

Vite che si incrociano, giorno dopo giorno, sperimentando la conoscenza reciproca, e la pratica delle relazioni e dell’ascolto. E maturando quella coesione e quella solidarietà che sono fondamentali per affrontare situazioni di particolare difficoltà. Una realtà, quella di Cosema, che sfata dunque un altro triste luogo comune, secondo il quale tante donne assieme non potrebbero stare perché nascerebbero dinamiche di conflitto e di litigio. «È normale ed è sano che ci siano momenti di confronto, anche accesi, l’importante è superarli in un’ottica di crescita. Noi ci riusciamo» racconta la presidente: «Il nostro è un gruppo di persone che vanno d’accordo tra loro».   

Donne che lavorano insieme e lavorano bene dunque. Lo dice anche il bilancio della cooperativa del 2012: tenuta complessiva di fatturato (intorno a 1 milione e 750mila euro), reddito e occupazione. Lo dice il portfolio clienti di Cosema, che annovera alcuni dei gruppi industriali più grandi sul territorio, grosse multinazionali, ipermercati e supermercati.

Lo dice la qualità del servizio offerto: dalla squadra dedicata ai lavori straordinari (come la pulizia in quota delle vetrate dei grattacieli o i delicati trattamenti richiesti da particolari superfici), all’alta specializzazione del gruppo manageriale delle cooperativa, con responsabili di area che non solo controllano la qualità del servizio, ma garantiscono allo stesso personale un affiancamento continuo a supporto dell’attività tecnica.

«L’impari divisione dei ruoli fra donne e uomini nella nostra società, abitua da subito le prime a portare a termine un elevato numero di compiti in poco tempo, sviluppando sveltezza, praticità e capacità di sintesi. Quando alle donne viene offerto un posto che permetta loro continuare a svolgere anche i cosiddetti lavori di cura e le “faccende domestiche”, queste abilità emergono con chiarezza e portano i loro frutti. È vero che in questo modo, lavorando cioè sia dentro che fuori casa, le donne di fatto sono caricare di un doppio fardello, ma è anche vero che, al momento, questa è spesso l’unica possibilità per quelle di noi che desiderano avere un’occupazione. Io stessa, con un marito molte ore fuori casa per lavoro, non avrei mai potuto intraprendere un percorso professionale come quello che mi sono costruita, senza una cooperativa che veniva incontro alle mie esigenze» afferma Fabiana De Luca che precisa: «È fondamentale che avvenga un cambiamento culturale nella direzione di una più equa ripartizione del lavoro fra uomini e donne. Nel frattempo in Cosema scegliamo di tutelare queste ultime, in un ambiente che ne valorizzi attitudini e capacità. Stiamo lavorando alla costituzione di un gruppo manageriale con alte capacità tecniche e di gestione, fondamentali in questo lavoro. In generale il nostro è un settore svalutato dall’immaginario comune: si tende a pensare che chiunque possa operarvi. Basta però considerare che le nostre lavoratrici entrano in molti dei più prestigiosi e importanti uffici del territorio, per capire come, ad esempio, affidabilità e discrezione siano delle doti fondamentali per poter fare questo mestiere».

Francesca Carbone

Redazione Veneto - Ufficio stampa Legacoop Veneto 

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