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LEGGE ELETTORALE, SULLA PARITÀ DI GENERE "EVITARE I TRUCCHI"

In commissione Affari costituzionali si apre la battaglia sulla rappresentanza delle donne nelle istituzioni. La deputata Delia Murer (Pd): “Il nostro impegno è per garantire un’effettiva alternanza di genere nelle liste bloccate, in modo da evitare trucchi”. Intanto il I febbraio arriva a Roma “Yo decido”, la battaglia delle donne spagnole contro la proposta “Gallardon”

 

 

 

La discussione sulla legge elettorale sta entrando nel vivo e si apre la battaglia sulla rappresentanza delle donne. Non mancano le polemiche e gli scontri in Commissione Affari Costituzionali: “Gli emendamenti unitari alla legge elettorale sui temi della parità di genere non sono stati ritirati e, anzi, restano un elemento fondamentale della battaglia che intendiamo condurre per garantire una effettiva democrazia paritaria di genere nella rappresentanza istituzionale”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, firmataria con altre deputate di vari gruppi di una serie di emendamenti alla proposta di legge elettorale in discussione in Commissione Affari costituzionali. “La presenza delle donne nelle istituzioni – dice la deputata Murer – è una questione che riguarda la qualità della nostra democrazia. Il nostro impegno è per garantire un’effettiva alternanza di genere nelle liste bloccate, in modo da evitare trucchi rispetto alla composizione della rappresentanza. La parità di genere va garantita anche per la distribuzione dei capilista. Su questi emendamenti la nostra battaglia continua”.

Sul tema interviene anche la responsabile delle donne Pd, Roberta Agostini: “Sono convinta che, anche al fine di ricostruire un rapporto di fiducia tra le nostre istituzioni e i cittadini, tra i criteri fondamentali che la nuova legge dovrà assumere ci debba essere quello della democrazia paritaria, cosi come prevede l'articolo 51 della Costituzione, laddove chiede di promuovere con appositi provvedimenti la parità di accesso alle cariche elettive. C'e' un lavoro che questo Parlamento ha fatto nei mesi scorsi, prevedendo ad esempio che nelle giunte dei comuni grandi o piccoli nessun genere possa essere rappresentato in misura inferiore al 40, oppure prevedendo multe salate per quei partiti che non rispettano questa stessa norma antidiscriminatoria nelle liste elettorali”.

Intanto le organizzazioni sindacali e le associazioni si stanno preparando per la manifestazione del I febbraio in solidarietà con le donne spagnole che marceranno verso la Cortes (parlamento spagnolo, ndr) contro la proposta “Gallardon”. Il rischio, secondo le femministe, è quello di una crisi in Europa per i diritti di genere: "Un’Europa senza diritti delle donne, semplicemente non è".

G.M.

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