logo nelpaese

"YO DECIDO": ARRIVA IN ITALIA LA LOTTA DELLE DONNE SPAGNOLE

Il I febbraio manifestazioni in diverse città italiane in contemporanea alla marcia delle donne spagnole contro la proposta Gallardon che vieta il diritto volontario dell'interruzione di gravidanza. A Roma presidio in piazza Mignarelli: "Un’Europa senza diritti delle donne, semplicemente non è". Iniziative anche a Milano e Firenze.

 

 

Il "treno della libertà" in Spagna fischia anche in Europa e in Italia. Il primo febbraio manifestazioni in tutto il Paese in contemporanea alla marcia delle donne spagnole contro la proposta Gallardon: via il diritto di interruzione volontaria di gravidanza introdotta nel 2010 da Zapatero. A Roma si terrà una manifestazione in piazza Mignarelli alle ore 15.30 promossa da  Casa Internazionale delle Donne, Unione Donne in Italia, Snoq Factory, Snoq Roma, Wilpf-Italia, Coordinamento Donne Cgil Roma e Lazio, Sciopero delle donne, Associazione Punto D, Assolei onlus, Associazione Differenza Donna, Coordinamento Pari Opportunità Uil Roma e Lazio, Laiga. 

"Attualmente in Spagna - scrivono le associazioni - in linea con la legislazione prevalente in materia nei paesi dell’Unione Europea, la legge stabilisce un tempo – le prime 14 settimane – entro cui è riconosciuto alla donna l’esercizio pieno del diritto di scelta; al contrario, la proposta Gallardón affida ogni decisione ai medici, al giudice, ai genitori . L’aborto inoltre è previsto solo nel caso di violenza sessuale (fino alla 12ma settimana) e di grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna, con rischio permanente o duraturo nel tempo, accertato da due esperti (fino alla 22ma settimana). La proposta ignora i risultati positivi del sistema in vigore (p.e. la riduzione di ben 6 mila casi di aborto nel 2012 rispetto all'anno precedente) e, proponendo di punire i medici trasgressori, finisce per incentivare l'aborto clandestino, i viaggi oltre confine, i guadagni 'occulti' di chi è' abituato a 'monetizzare' le paure altrui". Secondo le organizzazioni femminili "La proposta Gallardón è un chiaro tentativo di oppressione delle donne, di restaurazione del patriarcato; un attacco alla libertà delle donne e al loro diritto di cittadinanza, la cui primaria manifestazione è l’autodeterminazione nel diritto alla salute e nelle scelte riproduttive" e chiedono che la proposta Gallardón "venga immediatamente ritirata, in quanto violazione dei diritti di tutte le donne in Spagna e in Europa, un vero e proprio “golpe” autoritario e ideologico". 

Infine un appello al Parlamento europeo per una forte ed incisiva presa di posizione che garantisca alle donne il diritto di decidere sul proprio corpo: "Un’Europa senza diritti delle donne, semplicemente non è".

Le ragioni delle donne spagnole

"Perché io decido partendo dall’autonomia morale, che è la base della dignità di tutte le persone, non accetto nessun obbligo o divieto posto ai miei diritti sessuali e riproduttivi, nessun impedimento alla mia totale realizzazione in quanto persona. Come essere umano autonomo, rifiuto di sottostare a trattamenti degradanti, ingerenze arbitrarie e a tutele coercitive rispetto alla mia decisione di diventare o non diventare madre".

 

"Perché sono libera invoco la libertà di coscienza quale bene supremo e fondamento delle mie scelte. Considero cinici coloro che fanno appello alla libertà per restringerla e malevoli coloro che vogliono imporre i loro principi di vita fondati sulla rivelazione divina senza badare alle sofferenze che comportano. Come essere umano libero non accetto una maternità imposta e un regime di tutela che condanna le donne alla permanente immaturità sessuale e riproduttiva".

 

"Perché vivo in democrazia e sono democratica accetto le regole del gioco che separano i diritti dal peccato e le leggi dalla religione. Nessuna maggioranza uscita dalle urne, può, per assoluta che sia, è legittimata a trasformare i diritti in delitti e obbligarci a seguire dei principi religiosi sotto ricatto penale. Come cittadina, esigo da coloro che ci governano che non trasformino il potere democratico, salvaguardia del pluralismo in dispotismo".

 

"Perché io decido, sono libera e vivo in democrazia esigo dal Governo, da qualsiasi governo, che promulghi leggi che favoriscano l’autonomia morale, preservino la libertà di coscienza e garantiscano la pluralità e la diversità di interessi. Perché io decido, sono libera e vivo in democrazia esigo che sia mantenuta l’attuale Legge di salute sessuale e riproduttiva e di interruzione volontaria di gravidanza per promuovere l’autodeterminazione, preservare la libertà di coscienza e garantire la pluralità di interessi per tutte le donne".

 

Questo testo verrà consegnato il 1 febbraio a Madrid dalle Donne Spagnole al Capo del Governo, al Presidente del Congresso, al Ministro Ana Mato, al Ministro Alberto Ruiz Gallodon e ai diversi gruppi del Congresso dei Deputati.

G.M.

@nelpaeseit

 

 

 

 

 

 

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop