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CARCERE, GUERINI: CON COOP SOCIALI RECIDIVA A -60%

 

 

 

Un plauso al presidente della Repubblica viene da Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Sociali che conferma «l’efficacia delle misure alternative, in particolare, quelle di inserimento lavorativo. Le cooperative sociali sono pronte a sviluppare, ulteriormente, esperienze innovative e coraggiose». «Valorizzare la funzione rieducativa della pena, attraverso, la formazione e il lavoro – dice Guerini – permette di abbattere la recidiva dal 70% al 10% evitando a coloro che sono stati condannati, una volta scontata la pena, di tornare a delinquere e a intasare il sistema giudiziario».

«Un detenuto costa in media allo Stato circa 200€ al giorno. L’abbattimento della recidiva, con l’inserimento lavorativo, ripaga più che abbondantemente quanto investito per gli incentivi alle assunzioni. Siamo pronti – conclude Guerini – a continuare a sviluppare questo percorso che dà dignità alle carceri, al detenuto e al Paese».

Ecco, in sintesi, le parole di Giorgio Napolitano: "Le istituzioni e la nostra opinione pubblica non possono e non devono scivolare nella insensibilita'' e nella indifferenza, convivendo senza impegnarsi e riuscire a modificarla una realta'' di degrado civile e di sofferenza umana come quella che subiscono decine di migliaia di uomini e donne reclusi negli istituti penitenziari". Tra i possibili strumenti per affrontare l''emergenza carceraria, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio alle Camere, cita anche una "incisiva depenalizzazione dei reati".  Per risolvere il problema del "sovraffollamento ci sono diverse strade da percorrere" contemporaneamente. "L''introduzione di meccanismi che prevede per taluni reati, in assenza di pericolosita'' sociale, la possibilita'' della messa alla prova come pena principale. In tal modo il condannato evitera'' l''ingresso in carcere e sara'' assegnato a un percorso reinserimento", ice il presidente della Repubblica. Napolitano spiega anche l''utilita'' di introdurre "pene non carcerarie limitative della liberta'' personale" con l''attuazione di una "reclusione presso il domicilio". E ancora "la riduzione dell''area applicativa della custodia cautelare in carcere".  "Ritengo necessario intervenire nell''immediato" sulla emergenza carceri, "con il ricorso a rimedi straordinari". "Occorre considerare - aggiunge- l''esigenza di rimedi straordinari".

Enrico Letta e il ministro Cancellieri sostengono le parole di Napolitano. Ora biosgna vedere il Parlamento come reagirà a questo monito, anche se è già scoppiato il caso M5S che accusa il presidente della Repubblica di voler "salvare Berlusconi". La risposta di Napolitano è stata quanto mai durissima: "Se ne fregano del Paese".

Redazione

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