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BOLOGNA, AL VIA LA CONFERENZA NAZIONALE SULLA DISABILITA'

 

 

A Bologna inizia oggi la Conferenza nazionale sulla disabilità. Sono 750 le persone preiscritte alla due-giorni (anche se l’iscrizione non è obbligatoria), riferisce la segreteria organizzativa, un numero tutto sommato rilevante considerati i pochissimi giorni trascorsi tra l’annuncio dell’evento e il suo svolgimento. Ed anche considerato il bassissimo budget economico a disposizione di cui il ministero ha potuto disporre.

La conferenza ha un programma particolarmente intenso, con la prima mattinata di plenaria introdotta dal viceministro Maria Cecilia Guerra e con il pomeriggio successivo di lavori paralleli sui sei grandi temi del Programma d’azione biennale sulla disabilità, il documento che racchiude tutte le azioni che a giudizio dell’Osservatorio nazionale devono essere svolte per migliorare la vita delle persone disabili: dal sistema di accertamento e le criticità lavorative, alle difficoltà della vita indipendente, dai necessari adeguamenti alla normativa su accessibilità e mobilità, alla tutela di alunni e studenti disabili fino alle sfide poste dalla riabilitazione.

La conferenza è stata presentata questa mattina a Roma dagli stessi Giovannini e Guerra. Per il ministro, si tratta di “un appuntamento importante per due ragioni: perché realizza il mandato normativo della legge 104 e realizza il principio della Convenzione Onu “nulla su noi senza di noi”; e perché renderà pubblico il frutto di un lungo lavoro, condiviso con le associazioni, sul tema della disabilità: il Programma di azione biennale per la promozione diritti delle persone con disabilità, approvato dal Consiglio dei ministri e oggi in Conferenza unificata. Proprio questo Programma sarà oggetto di ulteriore dibattito in sede di conferenza, in termini di operatività. Dopo la fase di riflessione ed elaborazione, portata avanti dall’Osservatorio istituito nel 2009, che sta concludendo il suo primo mandato triennale, è il momento dell’operatività”.

Guerra ha invece posto l’accento sul concetto espresso anche dal “logo della conferenza, che ha suscitato tanta curiosità: la partecip-azione. E’ dal processo partecipato – ha spiegato - che deriva l’azione ed è a questo che dobbiamo ‘dare le gambe’, a partire da Bologna. La filosofia complessiva è quella di Convenzione Onu, che ha cambiato radicalmente il modo di vedere la disabilità, definendola come qualcosa che non è insita nel soggetto, ma discende dall’interazione con l’ambiente circostante, non solo fisico, ma anche culturale. Una concezione così giusta, che guarda alla persona nel suo funzionamento complessivo, non è facile da ricondurre alla normativa che abbiamo in alcuni campi. E ogni ministero coinvolto è chiamato a fare ciò che il Programma indica”.

Le presenze e le proposte

Tra le organizzazioni presenti c'è la Fish che arriva alla Conferenza con il bagaglio di proposte. La rivista Superabile, invece, pone l'accento sulle barriere architettoniche e sull'accessibilità ospitando un contributo dell'architetto Daniela Orlandi. Infine, sarà presente anche una delegazione di Legacoopsociali guidata dalla presidente Paola Menetti. Al centro dell'attenzione della cooperazione sociale c'è, tra gli altri, il tema dell'inserimento lavorativo. Tante le esperienze in campo da Nord a Sud: La Locanda dei girasoli a Roma (sopra la foto),  la polpetteria Ciccilla a Milano, la coop L'Uomo e il legno a Scampìa (Napoli) o ancora la Noncello di Pordeone per fare solo alcuni esempi. 

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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