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LAVORO E DISABILITÀ: CORTE GIUSTIZIA UE CONDANNA L'ITALIA

 

 

 

La Corte di giustizia Ue ritiene che l'Italia non abbia adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro e la invita a porre rimedio a questa situazione al più presto. Per questo la Corte ha condannato oggi l'Italia dando seguito ad una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea con cui Bruxelles lamentava che “le garanzie e le agevolazioni previste a favore dei disabili in materia di occupazione dalla normativa italiana non riguardano tutti i disabili, tutti i datori di lavoro e tutti i diversi aspetti del rapporto di lavoro”.
La Corte ha dunque confermato l'impianto accusatorio della Commissione. Se l'Italia non si adeguerà, la Commissione potrebbe riavviare una nuova procedura di infrazione, che potrebbe concludersi con pesanti multe per l'Italia.

Per la Corte, l'Italia "è venuta meno agli obblighi" derivanti dal diritto comunitario a causa di un recepimento incompleto e non adeguato di quanto previsto dalla direttiva varata alla fine del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro. Una norma con la quale è stato stabilito un quadro generale di riferimento per la lotta alla discriminazioni delle persone diversamente abili.
La Corte ha ora stabilito che gli Stati membri devono prevedere l'obbligo, per i datori di lavoro, di adottare provvedimenti efficaci e pratici (sistemando i locali, adattando le attrezzature, i ritmi di lavoro o la ripartizione dei compiti) in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere a un lavoro, di svolgerlo, di avere una promozione o di ricevere una formazione, senza tuttavia imporre al datore di lavoro un onere sproporzionato.

Reazioni 

Fish

La Fish non può che accogliere con favore una Sentenza di portata storica: da anni sosteniamo la carenza di politiche inclusive e di servizi efficaci. I dati drammatici sull’occupazione delle persone con disabilità già erano disarmanti e brutali. – così commenta Pietro Barbieri, presidente della Fish, la Sentenza della Commissione UE – In questo momento si sta discutendo di misure per il rilancio dell’occupazione: l’attenzione alle persone con disabilità deve essere prioritaria e mutare radicalmente le politiche e i servizi per l’inclusione lavorativa. Per uscire dalla marginalità, per essere protagonisti della propria esistenza. Ora attendiamo un segnale dal Governo, qualche interrogazione parlamentare, ma soprattutto misure concrete.”

Cgil

«Dopo la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, che ha condannato l'Italia per le norme sul lavoro per i disabili, il primo atto da fare è quello di abolire l'articolo 9 della legge 138/11 (la cosiddetta manovra di ferragosto targata Tremonti-Sacconi) che prevedeva la sterilizzazione delle norme sul collocamento per i disabili e riproponeva il rischio dei reparti 'confinò». È quanto afferma in una nota il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, in merito a quanto stabilito oggi da una sentenza dalla Corte europea. «Ciò che è accaduto nella crisi - prosegue la dirigente sindacale - è che le aziende potendo derogare le compensazioni territoriali e non avendo più vincoli stringenti sull'attuazione delle previsioni sul collocamento hanno penalizzato i lavoratori diversamente abili». Ora è necessario «ripristinare il fondo per l'inclusione dei lavoratori disabili, abolire l'articolo 9 della manovra dell'agosto del 2011 e investire nella formazione dei lavoratori più fragili sono la risposta da dare a questa sentenza - conclude Sorrentino - che ci chiede di ripristinare dignità nel lavoro dei soggetti più fragili».

Il viceministro Guerra

Fare una verifica normativa della legittimità del parere del Dipartimento della Funzione Pubblica che ha chiesto il blocco delle assunzioni nella P.A. delle persone con disabilità previste dalla legge 68/99. E' l'impegno preso dal viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Cecilia Guerra nell'incontro con i rappresentanti delle associazioni Cgil FP, Fish regionale e Comitato Giovani Disabili Psichici che ieri hanno protestato in piazza Montecitorio per chiedere il ritiro del parere n. 23580 del 22 maggio espresso dal dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri su richiesta proveniente dall'Inps.

Durante l'incontro, si legge nella nota, "il viceministro ha preso l'impegno di approfondire la questione sollevata e di "riprendere il percorso di confronto sulla revisione del decreto relativo agli esoneri parziali previsti dalla legge 92/2012". Inoltre, ha garantito che "il tema dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilita' sara' al centro della Conferenza nazionale sulle politiche per la disabilita' che si terra' a Bologna i prossimi 12 e 13 luglio".

Redazione

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