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IUS SOLI TEMPERATO E IUS CULTURAE: LE PROPOSTE DELL'INTERGRUPPO PARLAMENTARE IMMIGRAZIONE



Il superamento dello ius sanguinis, principio secondo cui è italiano chi ha genitori italiani, su cui si basa l'attuale legge sulla cittadinanza (Legge 91 del 5 febbraio 1992), con l'affermazione di uno ius solis temperato, principio per cui è italiano chi nasce sul territorio italiano, ma anche una centralità dello ius culturae (è italiano chi dimostra conoscenza e condivisione della cultura nazionale): Sono i punti che accomunano le 8 proposte per una nuova legge sulla cittadinanza promosse da Pd, Sel, Scelta Civica e Pdl, che sono state discusse questa mattina dall'Intergruppo sull'immigrazione, cittadinanza e politiche di convivenza.

La proposta del Pd è stata illustrata dal parlamentare Khalid Chauki che prevede un caso in cui prevale lo ius solis, poco temperato: "Chi nasce in italia è italiano, se ha un genitore che risiede legalmente nel Paese da 3 o 5 anni", alla proposta Pdl presentata da Renata Polverini che insiste sullo ius culturae, richiedendo la conclusione del percorso della scuola dell'obbligo. Mario Marazziti (Scelta Civica) ha parlato del progetto di legge di Scelta Civica "per uno ius solis temperato (con un minimo di tempo trascorso in Italia, da 3 a 5 anni dopo nascita) che mette al centro lo ius culturae", ma che prevede anche un percorso per la concessione della cittadinanza agli europei (es. romeni che vogliano diventare italiani), agli adulti (riduzione da 10 a 5 anni del periodo di residenza in Italia richiesto) e possibilità di accesso alla cittadinanza per gli apolidi.

E' intervenuto anche Filippo Miraglia del Comitato "Italia sono anche io" che ha raccolto 200 mila firme per una proposta d'iniziativa popolare depositata alla Camera, recepita in vari modi dalle diverse proposte di legge. "Pensiamo che oggi in Parlamento pronto a fare una legge sulla cittadinanza che sia una vera riforma e guardi al futuro del paese", ha detto Miraglia: "Da qui al 2029 ci saranno 2 milioni di nuovi nati in Italia da genitori stranieri: Con l'attuale legge solo il 6,23 per cento diventerà italiano, con la normativa presentata da noi, l'87 per cento.

L'obiettivo, per Chauki, che ha moderato la conferenza di presentazione dello stato dei lavori dell'intergruppo, è "fare sintesi una sintesi delle proposte presentate alla Camera". In questo senso l'Intergruppo si propone con un "ruolo di impulso e di scambio fuori e dentro al parlamento" in sostegno dei lavori delle Commissioni Affari costituzionali sulla riforma, affinchè "si giunga in tempi brevi a un testo unificato che possa essre calendarizzato e rapidamente sottoposto al parlamento".

Diminuiscono le imprese

Per la prima volta dall’inizio della crisi, nel 2012 diminuiscono le imprese con titolari stranieri in Italia. E’ quanto emerge dal rapporto “L’imprenditoria degli immigrati nel 2012”, a cura del Centro Studi Cna presentato oggi a Roma.
La crisi del 2012 ha colpito soprattutto le imprese di più piccola dimensione, sottolinea il rapporto. Questo dato riguarda anche la componente straniera: alla fine dello scorso anno, infatti, le ditte individuali con titolari stranieri sono diminuite del 6,7 per cento rispetto al 2011, passando da 249.464 a 232.668. Un dato che non annulla comunque una crescita che, negli anni della crisi è risultata impressionante. Alla fine dello scorso anno le ditte individuali con titolare straniero risultavano 65.519 in più rispetto al 2007 (quando erano 167.149), con un incremento cumulato del 39,2 per cento. Per effetto di questo dinamismo il peso delle imprese degli immigrati sul totale delle ditte individuali è aumentato di oltre due punti percentuali passando dal 4,8 per cento al 7 per cento.

Anche valutata in termini assoluti, la crescita dell’imprenditoria straniera in Italia appare evidente: negli anni compresi tra il 2007 e il 2011 il numero di imprese individuali aventi titolari di nazionalità non italiana è aumentato sempre almeno di 20 mila unità. Considerando che questo processo di crescita è avvenuto a dispetto di un periodo di crisi che ha messo a dura prova il sistema imprenditoriale nazionale, la flessione del 2012 appare dunque, almeno in parte, fisiologica.

Tra i settori nei quali vi è una più alta concentrazione di imprenditori stranieri, le imprese sono diminuite soprattutto nelle attività dei servizi. In dettaglio: servizi per la persona: -16,1 per cento; ristorazione: -10,6 per cento; servizi per imprese ed edifici: 9,4 per cento; commercio: -8,8 per cento; costruzioni: -4,2 per cento; tessile, abbigliamento e pelli: 3,9 per cento; trasporti e comunicazioni: -0,1per cento.

A livello territoriale, nel 2012 il numero di imprese con titolare straniero diminuisce in tutte le regioni. Le contrazioni maggiori si registrano ovviamente nelle regioni nelle quali la consistenza di imprese straniere è più rilevante Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Toscana.  Particolarmente profonde risultano comunque le diminuzioni registrate in Campania, Sicilia e Liguria nelle quali, invece, il peso dell’imprenditoria straniera è decisamente più contenuto.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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