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TORTURA, CARCERE E DROGHE: TRE PROPOSTE DI LEGGE

 

Tre proposte di legge di iniziativa popolare sono state presentate questa mattina a Roma da un cartello di associazioni impegnate sul tema quali A buon diritto, Antigone, Arci, Ristretti orizzonti, Volontari in carcere, Cnca, Acat Italia, A Roma insieme, Associazione nazionale giuristi democratici, Bin Italia, Cgil, Conferenza nazionale volontariato giustizia, Forum droghe, Forum per il diritto alla salute in carcere, Società della ragione, Unione camere penali italiane e Gruppo Calamandrana. I tre diversi testi, presentati oggi in Cassazione, riguardano temi cruciali del sistema penitenziario italiano, sottolineano le associazioni, ma rappresentano anche un primo passo per indicare la strada percorribile al futuro governo per risolvere una situazione “fuori controllo” che oggi ospita 22mila detenuti in più rispetto ai posti letto regolamentari. I detenuti al primo gennaio 2013 sono 65.701, contro una capienza regolamentare di 47.040 posti. Numeri che fanno registrare un tasso di affollamento penitenziario più alto di tutta l’Unione europea. 

Le proposte

"La prima vuole sopperire a una lacuna normativa grave - è scritto nel documento. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.  La seconda delle proposte di legge vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario. Le norme da noi elaborate vogliono rompere l’anomalia italiana ripristinando la legalità nelle carceri come a nche il Csm ha chiesto. Esse in primo luogo tendono a rafforzare il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, pur previsto nel nostro ordinamento, con la previsione dell’eccezionalità della detenzione cautelare in carcere per privilegiare altre forme di misure coercitive. La modifica normativa si rende indispensabile per porre fine al ricorso sistematico al carcere nella fase cautelare come una forma di pena anticipata prima del processo. Viene abrogato l’odioso reato di clandestinità. Si interviene drasticamente inoltre sulla legge Cirielli in materia di recidiva ripristinando la possibilità di accesso ai benefici penitenziari e azzerando tutti gli aumenti di pena. Inoltre si prevede che nessuno debba entrare in carcere se non c’è posto. Infine la terza proposta vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze".

Patrizio Gonnella, presidente di Antigone ha spiegato: “Il nostro obiettivo è raccogliere 50mila firme come prevede la legge, ma abbiamo soprattutto un obiettivo politico, cioè quello di non dare alibi al prossimo governo. Anche perché entro l’8 gennaio 2014, l’Italia deve rispondere alla Corte europea dei diritti umani sulla situazione delle carceri”. 

G.M. 

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