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CARCERI, STRASBURGO CONDANNA L'ITALIA

 

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia, colpevole di violare i diritti dei carcerati, tenuti in celle di circa 3 metri quadrati. I richiedenti, 7 detenuti che hanno scontato la propria pena nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza (i signori Torreggiani, Bamba, Biondi, Sela, El Haili, Hajjoubi e Ghisoni) hanno denunciato di aver occupato celle di 9 metri quadrati ognuno insieme ad altre due persone. Hanno sostenuto di essere stati senza acqua calda e, alcuni, senza una giusta illuminazione. La Corte ha constatato che il problema del sovraffollamento carcerario in Italia non riguarda soltanto i casi dei richiedenti. Rileva che il carattere strutturale e sistematico del sovraffollamento nelle carceri italiane risulta chiaramente dai termini della dichiarazione dello stato d'emergenza proclamato dall'allora presidente del Consiglio nel 2010. La Corte ha condannato l'Italia per il trattamento definito inumano e degradante dei detenuti ed anche al pagamento agli stessi di 99.600 euro in totale per danni morali, oltre a 1.500 euro ciascuno a Sela, El Haili, Hajjoubi e Ghisoni per le spese.

Il ministro Severino

"Sono profondamente avvilita ma purtroppo l'odierna condanna della Corte europea dei diritti dell'uomo non mi stupisce". Cosi' il ministro della Giustizia Paola Severino in merito alla sentenza di Strasburgo sul sovraffollamento carcerario italiano. "In questi tredici mesi di attivita'- spiega- ho dato la priorita' al problema carcerario: il decreto 'salva carceri', il primo provvedimento in materia di giustizia varato un anno fa dal consiglio dei ministri e divenuto legge nel febbraio del 2012, ha consentito di tamponare una situazione drammatica. I primi risultati li stiamo constatando: i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047 sono oggi scesi a 65.725 in quanto il provvedimento ha inciso sul fenomeno delle cosiddette 'porte girevoli', vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi".

"Tuttavia- prosegue il ministro Severino- questa misura da sola non e' sufficiente. Mentre continuiamo a lavorare sul piano edilizia carceraria, servono altre misure strutturali, come ci suggerisce la stessa Corte europea di Strasburgo. Il ddl del governo sulle misure alternative alla detenzione andava esattamente in questa direzione. Il Senato ha pero' ritenuto che non ci fossero le condizioni per approvare in via definitiva il provvedimento, seppure su di esso la Camera si fosse espressa ad amplissima maggioranza". "La mia amarezza, torno a ribadirlo, e' grande: non e' consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti. Continuero' a battermi, come ministro ancora per poche settimane e poi come cittadina, perche' le condizioni delle persone detenute nelle nostre carceri siano degne di un paese civile"

 

Le reazioni

"Una sentenza storica che condanna la disumanità del nostro sistema, che emette un giudizio pesante su una classe politica incapace di affrontare il problema, che lo ha eluso approvando troppo spesso norme propagandistiche. Le carceri italiane vivono un'emergenza umanitaria che denunciamo da anni e che e' ragione di grave sofferenza tanto per i detenuti quanto per gli operatori". Lo ha dichiarato Rossana Dettori, segretaria Generale dell'Fp-Cgil, in merito alla condanna dell'Italia da parte della Corte dei diritti umani di Strasburgo in merito al sovraffollamento delle carceri.  "Negli ultimi anni - ha aggiunto la Dettori - il fenomeno ha subito un'accelerazione- continua Dettori- da una parte a causa di norme insensate e punitive come la Bossi-Fini sulle droghe e la Fini-Giovanardi sull'immigrazione, dall'altra per un impoverimento che l'austerita' ha persino aggravato, portando all'impossibilita' di affrontare le gravi carenze infrastrutturali".

“La sentenza-pilota Torreggiani e altri contro Italia della Corte Europea di Strasburgo che ha nuovamente condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 della Convezione dei Diritti dell’Uomo (articolo che proibisce la tortura e i trattamenti inumani o degradanti), è epocale, almeno per tre motivi”. A parlare è Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone: “Il primo, perché si tratta di una sentenza pilota alla quale ne seguiranno tante altre simili e questo perché il problema del sovraffollamento non riguarda solo gli Istituti di Busto Arsizio o Piacenza ma quelli di tutta l’Italia. Il secondo motivo è perché impone all’Italia di risarcire ai ricorrenti complessivamente circa 100 mila euro: violare i diritti umani è quindi economicamente costoso ed evidentemente non conviene. Il terzo motivo è perché costringe l’Italia ad adottare, entro un anno, provvedimenti che pongano rimedio all’attuale ineffettività dei ricorsi interni a disposizione dei detenuti in materia di sovraffollamento”. 

Redazione 

 

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