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INFANZIA, IL GRIDO DEGLI ESPERTI: "LA PAS È UN'INVENZIONE"

 

“Ascoltare le ragioni dei bambini”. È questo l’appello lanciato dalle associazioni “30 anni di CEDAW: Lavori in corsa” riunite oggi a Napoli per il convegno «Adultocentrismo, separazioni conflittuali e nuove forme di violenza su donne e bambini. La terapia della minaccia e il collocamento coatto nelle case-famiglia» promosso con il Comune di Napoli e l’European Liberal Women's Network, con il contributo del Parlamento europeo.

Nel corso dell’iniziativa, voluta dall’amministrazione comunale per la giornata mondiale contro la violenza di genere, si è discusso della PAS, Sindrome di Alienazione Parentale. Si tratta di un disturbo teorizzato nel 1984 dallo psichiatra statunitense Richard Gardner, che si attiverebbe sui figli coinvolti in contesti di separazione e divorzio conflittuale dei genitori, concretizzandosi in una specie di lavaggio del cervello sul bambino, al punto da portarlo a denigrare la figura del padre o della madre.

La psicologa spagnola Sonia Vaccaro, intervenuta insieme ad altri esperti internazionali, la definisce “una pazzia”. “Siamo di fronte a un’invenzione che non è mai stata riconosciuta dalla comunità scientifica e non è mai rientrata tra i disordini mentali contenuti nel DSM 5 - sottolinea - Viviamo in un contesto fortemente ‘adultocentrico’ in cui i desideri dei più piccoli non vengono ascoltati e considerati. Assistiamo a una netta violazione dei loro diritti, come dimostra il caso del ragazzino di Padova. Quello che gli è successo, a prescindere dalla PAS, è assolutamente inaccettabile”.

Infatti, anche a Leonardo, il bambino di 10 anni di Padova ripreso in diretta tv mentre veniva trascinato via dal padre all’uscita da scuola, è stata diagnosticata questa sindrome e ora si trova in un istituto. Per lui, i promotori del convegno rilanciano da Napoli la petizione “Liberate Leonardo, un bambino sano”. “Anche il fatto che questo bambino sia stato poi rinchiuso in una comunità – spiega la Vaccaro – fa parte di quella che Gardner intendeva per ‘terapia della minaccia’, ovvero l’idea che la cura potesse avvenire collocando il bambino in strutture protette, in modo da allontanarlo dal genitore con cui aveva il rapporto affettivo più forte. Ma tutto questo non ha alcuna evidenza né giustificazione scientifica”.

Intanto, c’è un disegno di legge promosso dall’associazione dei padri separati che ne chiede il riconoscimento come causa di esclusione dell’affidamento, con la conseguenza che, in qualunque procedimento di affido, se il bambino rifiuta di vedere il padre e se viene denunciato un abuso, un atto di pedofilia o di molestia sessuale, il padre potrà ricorrere alla PAS per evocare un condizionamento della volontà del minore da parte della madre. E si contano già tantissime cause negli Stati Uniti e in Europa impostate su questo tipo di difesa.

 

Redazione

 

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