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FONDO POLITICHE SOCIALI, LE REGIONI: "TAGLIO DEL 5%"

 

 

La Conferenza delle regioni denuncia il taglio del 5% al Fondo nazionale delle politiche sociali attuato dal ministero del Welfare. Il presidente del Molise, Paolo Di Laura Frattura, che ha presieduto la Conferenza ha illustrato al governo - in sede di Conferenza Stato-Regioni – la posizione contraria rispetto a un esecutivo che “ancora una volta disattende le richieste” delle regioni e procede a tagli orizzontali “indiscriminati” alle dotazioni ministeriali, che, nella fattispecie, vanno a colpire Fondi sociali, tagliando in due soluzioni prima 2 milioni di euro e poi 17 milioni, con il decreto legge 28 gennaio 2014, n. 4: “Disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro dei capitali all’estero nonché altre disposizioni urgenti in materia contributiva e di rinvio dei termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi”.

In un documento della Conferenza delle Regioni (pubblicato nella sezione “Conferenze” del sitowww.regioni.it) si legge che “risulta con chiarezza nell’allegato 1 del decreto, recante la Tabella esplicativa delle somme indisponibili, come il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sia privato della somma di 21,5 milioni di euro per il 2014 e rispettivamente 6,4 per il 2015 e 5,4 per il 2016. La somma indicata afferisce nella quasi completezza al Fondo Nazionale delle Politiche sociali, disciplinato all’articolo 20 della legge 328/2000 che individua tale Fondo come finanziamento alle regioni e come precisato alla tabella C della legge di stabilità 2014, sostiene l’erogazione di servizi sociali”. “Tutto questo – si legge sempre nel Documento della Conferenza delle regioni - significa per il già più volte depauperato Fondo, un taglio del 5%, mettendo regioni e autonomie nella condizione di ridurre prestazioni sociali, in un momento così pesante per l’economia italiana che vede aumentare quotidianamente la povertà ed il disagio delle famiglie con una domanda crescente di aiuti assistenziali”.

“Ciò a dispregio di quanto la legge di stabilità 2014 aveva già sancito all’art.1 comma 525, in ordine al Patto di stabilità delle regioni, che fa salvi da prelievi regionali a favore dello Stato, sia il Fondo nazionale delle politiche sociali, che quello per le Non Autosufficienze”. “Le regioni e le autonomie si adopereranno anche in sede di conversione in legge del decreto, ma già oggi elevano la loro protesta per il continuo stillicidio cui sono sottoposti da anni i Fondi per le politiche sociali e chiedono al governo l’impegno a rivedere immediatamente i tagli operati con il decreto citato, ripristinando la dotazione prevista alla tabella C della legge di stabilità 2014”.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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