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BOLLATE, CONVEGNO SULLE CARCERI: FAVORIRE ATTIVITA' LAVORATIVE

 

 

 

 

Lo scorso 16 dicembre si è svolto nel Carcere di Bollate il convegno "Cooperazione sociale ed esecuzione della pena: quali modelli?" alla presenza del Ministro Anna Maria Cancellieri, l'Alleanza delle cooperative sociali ha espresso la sua valutazione sul reinserimento socio lavorativo, sui nuovi modelli sperimentati dalla cooperazione sociale intorno ai problemi che Giustizia e Carcere producono. Una buona rieducazione e un modello di inserimento sociale praticato dalla Cooperazione Sociale, in pratica l'adempimento dell'articolo 27 della Costituzione, sono il chiaro antidoto alle recidive che crollano al 19% qualora si realizzano percorsi efficaci di accompagnamento. Legacoopsociale, Federsolidarietà e Agci Solidarietà hanno presentato le buone prassi presenti nei territori. Il Presidente del Dap Giovanni Tamburino ha confermato l'impegno per affermare il passaggio del Carcere da passività e segregazione a partecipazione e responsabilità, chiamando tutta la Comunità a svolgere una funzione di supporto ed attenzione.

 

Per Legacoopsociali è intervenuto Giancarlo Brunato della presidenza nazionale e responsabile delle coop sociali d’inserimento lavorativo. “Il convegno – spiega Brunato - traeva origine dal percorso che come ACI è stato condotto, almeno da due anni a questa parte, in relazione al lavoro fatto con il Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) per il rifinanziamento della legge Smuraglia, inoltre per sottolineare la sinergia - collaborazione possibile tra cooperazione sociale e sistema carcerario. Questo “gruppo di lavoro” ha lavorato molto anche sulla definizione delle linee guida per favorire, in vario modo, le attività lavorative dei detenuti; il lavoro infatti viene considerato come il più importante elemento di responsabilizzazione e di riabilitazione del detenuto. Le linee guida dovrebbero uscire a breve”.

 

Il ministro Cancellieri ha sottolineato “l’importanza di questa collaborazione e ha dato significato alle proposte che arrivano dalla cooperazione, da una parte, e dal mondo degli operatori carcerari dall’altra. Sinteticamente: il  rifinanziamento della legge Smuraglia (che è la legge che permette agevolazioni per promuovere il lavoro dei detenuti e degli ex detenuti), l’ampliamento del periodo di applicazione del credito d’imposta con modulazioni fino a 18 mesi o a 24 mesi, per le imprese che assumono lavoratori allo stato di cessazione della detenzione, oltre ad altre misure agevolative per le imprese”.

 

“Lo sguardo è tuttavia andato anche oltre le “transenne” della Smuraglia – aggiunge Brunato - perché  oggi parlare di emancipazione dalla vita carceraria significa entrare nei meccanismi di bisogni più ampi (la casa, la relazione sociale, la relazione affettiva, ….) e quindi il problema va affrontato in tutti i sui aspetti. E va anche correlato al cambiamento delle condizioni di vita dei nostri carceri; si è infatti ricordata la sentenza di Strasburgo che “obbliga” l’Italia ad effettuare quelle migliorie necessarie per far diventare i ns carceri più a misura d’uomo e più in sintonia con le direttive europee. 

 

Il presidente di Agci Solidarietà Eugenio de Crescenzo, nella sua relazione, ha rammentato “la centralità del lavoro nel percorso rieducativo, ha segnalato la necessità di aumentare il tempo di definizione del disagio successivamente al fine pena portandolo da 6 mesi a 24 mesi”, ha riportato “i disagi delle Direzioni dei Carceri per i tagli subiti, del Personale di Sorveglianza per la contrazione le voci dei detenuti incontrati nel mese precedente a seguito del progetto sull'autoimprenditorialità promosso insieme al Garante dei detenuti del Lazio”, ha annunciato la “presentazione di un Bilancio sociale  del modello Lazio che, in questi anni ha visto affermarsi tra le più importanti iniziative di imprese sociali e di percorsi inclusivi generati in Italia, ha proposto al Ministro Cancellieri che nella presentazione del dossier a Strasburgo l'Italia non solo si difenda dalla infrazione presentando modifiche sostanziali per l'affollamento e il rinnovo della organizzazione, ma anche presentando la grande varietà e qualità delle attività e delle sperimentazione di integrazione e inclusione prodotte dalla Cooperazione Sociale”.

Al convegno sono intervenuti anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della regione Roberto Maroni e il portavoce nazionale di Aci Sociale Giuseppe Guerini

Redazione

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