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BOLDRINI: "NO A REALITY E VIP NEL CAMPO PROFUGHI"

Associazioni in rivolta contro la Rai, petizioni on line, dibattiti sul web. Interviene anche la presidente della Camera Laura Boldrini su Mission, il reality che la Rai dovrebbe realizzare il prossimo autunno in un campo profughi. "Si pensava a un’operazione di sensibilizzazione, non a un reality o qualcosa di analogo come invece indicherebbero le anticipazioni uscite nelle ultime settimane"

 

 

 

No a strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni, no alla forma del reality. La presidente della Camera Laura Boldrini, in una lettera pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica, entra con parole dure nella polemiche sollevate intorno al programma di Rai Uno Mission, che dovrebbe partire in autunno. Boldrini spiega di essere stata contattata dagli autori (come anticipato a Redattore sociale da Tullio Camiglieri) lo scorso anno quando era ancora portavoce dell’Unhcr, ma di aver condiviso con loro un’idea diversa del programma.

“Sull’esempio di analoghe trasmissioni prodotte in altri Paesi, si ipotizzò una trasmissione che avesse l’obiettivo di rendere più comprensibile all’opinione pubblica la condizione vera dei rifugiati, troppo spesso e troppo sbrigativamente raffigurati come minaccia alla nostra sicurezza –scrive la presidente della Camera - . In particolare fu da me suggerito un format australiano, molto apprezzato, in cui ad essere coinvolte erano le persone comuni, con idee molto diverse tra loro in tema di asilo, e comunque non certo vip. Si pensava a un’operazione di sensibilizzazione, non a un reality o qualcosa di analogo – aggiunge – come invece indicherebbero le anticipazioni uscite nelle ultime settimane”. Boldrini, spiega inoltre che il suo coinvolgimento nell’ideazione del programma si è interrotto a fine anno quando ha lasciato l’incarico di portavoce dell’Alto commissariato per i rifugiati per avviare la campagna elettorale.

“Non spetta certo a me esprimere un eventuale ‘altolà’ che avrebbe l’aspetto di un’interferenza nell’autonomia editoriale o, peggio ancora, di una censura preventiva” aggiunge Boldrini, che si dice certa, però, che gli “ex colleghi dell’Unhcr abbiano a cuore quanto me di evitare strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni. Al tempo stesso voglio sperare –  conclude – che il servizio pubblico, dai cui vertici sono venuti di recente significative e apprezzabili prese di distanza dal modello reality show ormai logoro, non ne facciano una replica a spese dei rifugiati”.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)

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