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MUSEO CERVI, 12° FESTIVAL DI RESISTENZA CON BOOREA

Giunge alla sua dodicesima edizione il “Festival di Resistenza. Teatro per la Memoria. Premio Museo Cervi” rassegna di teatro contemporaneo, promosso dall’Istituto Alcide Cervi in collaborazione con l’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Boorea, con il patrocinio dei Comuni di Reggio Emilia e Parma, della Provincia di Reggio Emilia e di Fondazione Teatro Due di Parma, che anche quest'anno porterà in scena, dal 3 al 25 luglio, al Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia) sette compagnie di rilievo nazionale individuate sulla base del Bando di Concorso uscito a marzo.

 

 

La vita delle donne e degli uomini, le contraddizioni del tempo presente, le emergenze del lavoro, i beni comuni, i diritti sociali e civili: questi alcuni dei temi che gli spettacoli porteranno in scena rimanendo fondamentale il richiamo alla Resistenza e alla sua memoria, ai valori di libertà, democrazia, giustizia sociale che la hanno motivata e che hanno attraversato Casa Cervi.

In questo senso la collocazione stessa del Festival, negli spazi esterni della casa contadina abitata dalla famiglia Cervi e oggi moderno Museo di Storia contemporanea, contribuisce a sua volta a determinarne i temi ricorrenti.

Elemento unificante degli spettacoli è lo stimolo che intendono portare, sensibilizzando alla riflessione ma anche all'azione come presa di posizione, come risveglio urgente a tempi sempre più incerti. Sempre forte dunque il compito del Festival di rinnovare la memoria, dando anche in questa edizione un contributo alla sedimentazione di saperi vitali, dinamici, intorno alle più importanti questioni della vita individuale e collettiva. Tutt’altro che una semplice testimonianza.

 

Il Programma

Ad inaugurare questa dodicesima edizione, mercoledì 3 luglio, sarà una serata particolarmente significativa in collaborazione con l’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, durante la quale, alla presentazione della rassegna e dei progetti, seguirà la performance, in prima nazionale, de “Lo schermo sul leggio” di Ivano Marescotti (nella foto a sinistra), in cui l’attore romagnolo commenterà, in un intreccio fra cinema e teatro, alcuni passaggi del film di Gianni Puccini "I sette Fratelli Cervi" di cui cade quest'anno il 45° Anniversario della prima proiezione, particolarmente significativo all'avvio delle Celebrazioni del 70° Anniversario della Resistenza.

Il Festival inizia il 7 luglio, 53° Anniversario dei Martiri di Reggio Emilia, e si conclude il 25 luglio, 70° Anniversario della caduta del fascismo, con la proclamazione e assegnazione da parte della Giuria degli spettacoli vincitori del Premio Museo Cervi.

Domenica 7 Luglio Transit Teatro presenta “Luigi che sempre ti penza. Piccole cronache di un emigrante (in sette movimenti)” di e con Gigi Borruso e con Serena Rispoli. Luigi è uno dei tanti contadini siciliani emigrati in Germania negli anni '60. E' un Gastarbaiter, un 'lavoratore ospite' come in Germania si definivano gli immigrati italiani, con la sfumatura di sprezzo che non raramente è anche nella moderna definizione di extracomunitario. Ma Luigi è anche un personaggio fantastico, che nella sua esperienza di migrante, mentre lavora e vive in terra straniera, fra la 'baracca' e l'altoforno, intreccia storie diverse, parlando del suo e del nostro tempo, scrive alla sua famiglia, parla, canta e danza coi fantasmi, rappresentati secondo la migliore tradizione siciliana da pupi di legno.

Mercoledì 10 luglio la Compagnia Favolanti presenta “Scalpiccii sotto i platani. L'estate del '44 a Sant'Anna di Stazzema” di e con Elisabetta Salvatori, al violino Matteo Ceramelli. Il racconto della vita a Sant'Anna di Stazzema nei giorni che precedettero l'eccidio del 12 agosto 1944, quando quattro colonne di soldati tedeschi, guidati da fascisti versiliesi collaborazionisti, misero a ferro e fuoco il piccolo paesino delle Alpi Apuane, uccidendo 560 persone, riporta in modo dolce lo stato d'animo degli abitanti di Sant'Anna ma anche degli sfollati, uniti ad aspettare la fine della guerra, fra paura e mancanza di cibo, nei giorni precedenti all'eccidio. Il 24 luglio nasce una bambina, chiamata Anna. Il 26 luglio giorno di Sant'Anna è festa per le strade del paese. Il 10 agosto, con le stelle cadenti, sotto i platani della piazzetta della chiesa i bambini fanno un girotondo, qualcuno ricorda ancora lo scalpiccio dei loro piedini. Due giorni dopo, con il pane nei forni, si sentono salire lunghe file di soldati, fra i canti e il suono di un organetto. E' quanto si ricostruisce dall'ascolto delle testimonianze di quattro superstiti, quattro bambini che assistettero a quell'eccidio.

Venerdì 12 Luglio la Compagnia Instabili Vaganti presenta “L'Eremita Contemporaneo. Made in ILVA”, regia Anna Dora Dorno, con Nicola Pianzola. Lo spettacolotrae ispirazione dal diario di un operaio dell'ILVA di Taranto e dalle testimonianze raccolte da altri operai intervistati. Le vicende che hanno dato grande visibilità all'ILVA, l'acciaieria più grande d'Europa, sono ripercorse nella trasposizione artistica, dove i lavoratori compaiono intrappolati fra la necessità di lavorare e il desiderio di fuggire denunciando lo scandalo di una 'gabbia incandescente' che mentre dà lavoro provoca inquinamento, morte, danni ambientali. Oltre a indagare la complessa vicenda dell'ILVA, simbolo delle contraddizioni che attraversano il mondo del lavoro, lo spettacolo è anche occasione per mettere in scena una sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica, dove il sistema di produzione trasforma l'uomo in una macchina artificiale.

Domenica 14 Luglio ReSpirale Teatro presenta “L'Italia è il paese che amo”, di e con Veronica Capozzoli, Antonio Lombardi, Luca Serafini, Emanuele Tumolo, regia di Veronica Capozzoli. In una scena composta da cubi si muovono i personaggi le cui movenze e parole rimandano a dei 'tipi', animati da relazioni, sentimenti, caratteri e idee che a loro volta riportano ad anni recentissimi della nostra storia, a quegli anni '90 iniziati con la caduta del Muro di Berlino e terminati con la caduta delle Twin Towers. Ne emerge una variegata rappresentanza delle componenti del tessuto sociale dell'Italia di quegli anni, dove alla maniera della Commedia dell'Arte i personaggi ci raccontano ampi squarci di quel periodo e di come lo hanno vissuto. Esempio di ritorno a un teatro politico declinato al presente, L'Italia è il paese che amo porta in scena una riflessione sulla contemporaneità, che guarda alle pieghe del passato recente attraverso una originale e serrata riproposizione teatrale di fatti e temi dell'Italia anni novanta.

Martedì 16 luglio il Teatro dell'Orsa presenta  “Pane e rose. Storie di pace e di Libertà. Una rivolta guidata dalle donne” scritto, diretto e interpretato da Monica Morini e Bernardino Bonzani. Lo spettacolo nasce come racconto della protesta veemente e appassionata di mille donne, che l'8 ottobre del 1941 si presentano nel Municipio di un piccolo paese nei pressi di Reggio Emilia al grido di pane e pace. Sono braccianti, madri e spose coi mariti, coi fratelli e i figli in guerra, dieci delle quali vengono arrestate a seguito del moto di protesta. Sono soprattutto antifasciste, protagoniste di un episodio di presa di coscienza e di responsabilità quasi sconosciuto alla storiografia ufficiale, che lo spettacolo narra come esito di un prezioso lavoro di ricerca. E' grazie a questo lavoro che viene riconosciuta loro la dignità della memoria, mentre l'episodio entra a pieno titolo fra le pagine più significative della storia della seconda guerra. La nostra Resistenza, quella di oggi, consiste anche nel rinnovare la loro memoria.

Giovedì 18 luglio la Compagnia Amor Vacui presenta “This is the only level” soggetto e regia di Lorenzo Maragoni, con Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo, Andrea Tonin. this Is Only Level è l'unico livello, sempre lo stesso, a cui è costretto chi – giovane - entra oggi nel mondo del lavoro, o prova a entrarci, in tempo di crisi. Sulla scena un lavoratore senza nome che cerca di ottenere risposta alle proprie rivendicazioni (di contratto, di stipendio, di passaggio di livello) rivolgendosi al proprio Responsabile. All’impressione di avere ottenuto il riconoscimento richiesto segue puntuale (di volta in volta) la smentita e la riproposizione dello stesso livello, mentre ogni ostacolo superato ne nasconde in realtà un altro, a costruire un sistema fatto di difficoltà apparentemente semplici ma in realtà creati ‘ad arte’ per non essere superati. Al centro della rappresentazione c'è il lavoro come problema, che si ripropone anche quando non dovrebbero essere il diritto e il merito a stabilire la sorte del protagonista in scena, determinata da una burocrazia pretestuosa che alla fine lede la dignità del lavoro, non riconoscendo né diritti né meriti. 

Martedì 23 Luglio Teatro Elicantropo Anonima Romanzi, Prospet presenta “La Madre” di Bertolt Brecht, regia di Carlo Cerciello, con Imma Villa. Lo spettacolo si misura coraggiosamente con il dramma 'didattico' di Brecht del 1932, poco rappresentato nei teatri italiani, tratto dall'omonimo romanzo di Maxim Gorkij. La storia è incentrata sulla figura di Pelagia Vlassova, madre dell'operaio Pavel, che si converte alle idee rivoluzionarie del figlio, sino ad aiutare lui e i suoi amici nella battaglia clandestina verso la consapevolezza di un cambiamento necessario, anche a costo della vita. Lo spettacolo vuole essere un omaggio alla classe operaia, in un affresco che, seppur malandato e corroso, è in grado ancora di trasmettere la forza di un ideale.

Giovedì 25 luglio il Festival si conclude con la Serata della Storica Pastasciutta: alle ore 19.30 Fondazione Teatro Due presenta “I miei sette figli” di Alcide Cervi, lettura in musica con l’Ensemble degli attori di Teatro Due, a cura di Paola Donati, musiche di Alessandro Nidi. Al centro la voce narrante di Papà Cervi che comincia con la presentazione della sua numerosa famiglia, i suoi sette ragazzi. Il racconto di una serena quotidianità e di un sempre crescente impegno politico sino alla consapevolezza che la lotta partigiana è ormai l’unico modo di concepire l’esistenza in quel momento storico così travagliato. Sino alla tragica notte e all’epilogo in cui un padre, pur non trovando pace, è di nuovo consapevole che ‘il raccolto non viene da sé, bisogna coltivare e faticare, perché non vada a male’.

Alle ore 20.30 segue la cena con la Storica Pastasciutta: ospite della serata Bebo Storti, attore e regista dal noto impegno antifascista. Alle 22.30 segue la Cerimonia di Premiazione che assegnerà il “Premio Museo Cervi. Teatro per la Memoria” alla Compagnia vincitrice del Festival, il premio alla Compagnia seconda classificata e il Premio del Pubblico.

Premio del Pubblico

E’ istituito quest’anno un Premio del Pubblico, assegnato ad un terzo spettacolo secondo modalità che verranno illustrate durante le serate. Il Premio del Pubblico intende promuovere un maggior coinvolgimento del pubblico nelle serate del Festival, sottolineando anche così quell'aspetto di aggregazione che ne costituisce una delle caratteristiche fondanti.  

La coincidenza della 12^ edizione del Festival con l'avvio del 70° Anniversario della Resistenza e delle relative Celebrazioni costituisce un motivo in più di aggiornamento, e richiamo forte a non derubricare storia e memoria, a non abbassare l'attenzione a fronte di revisionismi sempre più agguerriti, a riproporre valori, storie e narrazioni.

Così accanto al Festival, e al suo costante lavoro di racconto e indagine sui fatti e la memoria della Resistenza, come racconta il cartellone dell’edizione di quest'anno, si intende promuovere la produzione di nuove scritture di Teatro Civile con particolare attenzione alla memoria della Resistenza e alla vicenda dei sette Fratelli Cervi, occasione per rilanciare la ricerca di nuovi modi di raccontare uno snodo e un periodo fondamentali della nostra storia ma anche un topos dell'immaginario collettivo. L'occasione è anche utile per rilanciare la scrittura drammaturgica in sé, e per individuare nel teatro, anche in quello nuovo, inedito, un momento di confronto e di rilancio dei grandi temi della nostra storia.   

FESTIVALETERRITORI

Il Festival di Resistenza come luogo della partecipazione e dell'incontro ha consentito nel tempo di sedimentare relazioni forti con altre realtà di Festival, Rassegne e Teatri che si muovono sul terreno del teatro civile che hanno posto le basi per l'avvio di una rete di esperienze, nel segno dell’elaborazione di un 'teatro diffuso' dove si richiamino temi, spettacoli, compagnie, progetti, a partire da esperienze già consolidate nella Provincia di Reggio Emilia, come il Festival Teatro Civile in Val d'Enzaquest'anno giunto alla sua 8^ edizione, che si svolgerà a San Polo d'Enza a fine giugno, in quattro serate che – fra spettacoli di narrazione, musicali, di teatro civile -  punteranno alla valorizzazione di giovani esperienze,  con attenzione ai temi legati alle tante e ricorrenti "emergenze" civili e sociali del nostro paese e alle innumerevoli storie e figure, spesso dimenticate, impegnate nel rendere sempre più civile il nostro presente (info: http://www.facebook.com/CircoloPontenovo).

Altrettanto consolidato è il rapporto con la dodicesima edizione del Palio Poetico Musicale ErmoColle che si svolgerà come tradizione nei comuni montani della provincia di Parma dal 6 al 14 agosto con il quale si è avviato già da qualche anno un significativo percorso di condivisione dei progetti  pervenuti che possono così essere tenuti in considerazione per la costruzione di entrambi i Festival. Quest'anno il tema guida di ErmoColle sarà Tramandare,  tema maturato sulla base delle esperienze che hanno caratterizzato il lavoro degli ultimi anni del Palio, e occasione per riflettere in profondità su ciò che si tramanda attraverso la voce, il raccontare, la poesia, il canto e su come la tradizione orale si faccia veicolo di memorie che non devono essere perdute e che possono essere fondamento di nuova esperienza e conoscenza (www.ermocolle.eu).

E se rimangono confermati i reciproci rimandi con la Rassegna di teatro e dibattiti Fino al cuore della rivoltadi Fosdinovo (Massa) che quest'anno si è svolta nell'occasione del 25 aprile, si consolida la 'rete' con Estatus Quo, la rassegna estiva della Compagnia Quinta Parete a Casalgrande (Reggio Emilia) dal 4 giugno al 23 luglio, quest'anno ricca di collaborazioni e appuntamenti che vanno ad anticipare quella che sarà la stagione invernale. Tema di questa edizione è “Lo spazio che voglio”, ovvero il teatro come strumento di riaffermazione della propria identità legata al territorio e alla ricostruzione di una comunità. Gli spettacoli andranno in scena in tre luoghi diversi, La Bottega (nuova sede della Compagnia), Piazza Martiri, il Museo Old House di Kengo Kuma della Ceramica Casalgrande Padana, individuati con l'obiettivo di collegare il progetto con i principali spazi di vita e lavoro di un luogo e dei suoi abitanti (www.quintaparete.org).

Fra i partner del Festival si riconfermano anche la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia; il Teatro Comunale di Fontanellato (Parma), il Teatro del Cerchio (Parma), la Compagnia Centro Teatrale MaMiMò (Reggio Emilia), realtà importanti e attive con le quali si sono avviate significative condivisioni di progetti e pubblici. 

 

FESTIVALEVENTI

Il cartellone del Festival presenta anche ques'anno alcuni eventi collaterali di approfondimento dei temi delle serate, che intendono allo stesso tempo essere spunto per nuove incursioni nel teatro contemporaneo con particolare attenzione a quello civile.

Proprio a partire da questa prospettiva si svolgono le conversazioni curate da Remo Melloni, docente alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, che guarderanno alle nuove realtà che si muovono sul territorio, al rapporto fra radicamento e sguardo ad altri territori e pubblici, ai nuovi linguaggi, ma anche al rapporto fra attualità e ricerca:

“Scrivere per il Teatro. Nuovi scrittori per nuove scritture”con Emanuele Aldrovandi (Centro Teatrale MaMiMò, Reggio Emilia), vincitore della 19^ edizione del Premio Nazionale Luigi Pirandello (10 luglio ore 19);

“Il Teatro all’incontrario. Il Teatro Sociale di Gualtieri e il Teatro Sociale di Luzzara come esempio di (nuova) lettura del teatro contemporaneo”, conversazione con Riccardo Paterlini del Teatro Sociale di Gualtieri e Simone Terzi del Teatro Sociale di Luzzara (14 luglio ore 19);

“Un Teatro per il territorio” (16 luglio ore 19), con Maurizio Corradini e Marco Maccieri, della Compagnia MaMiMo', Centro Teatrale Reggio Emilia.

 

FESTIVALMOSTRA

Presso gli spazi espositivi del Museo, per tutto il periodo del Festival, sarà allestita la seconda edizione della mostra "Il Teatro attraverso le locandine: uno spaccato di Storia" a cura di Silvia Tirelli. Anche questa volta l’intento è di restituire con le locandine e i manifesti pervenuti dalle compagnie uno spaccato del teatro contemporaneo e su come esso viene rappresentato nel Festival, dando una misura di come negli anni si siano incrociati temi, lavori, compagnie. Così i materiali esposti, eterogenei per soggetto e grafica, diventano utili contributi per dare avvio a percorsi e indagini più organiche e complessive. In particolare quest’anno sarà fatta una dedica a Franca Rame, recentemente scomparsa.

 

FESTIVALPRIMAEDOPO: i piccoli momenti conviviali

Il teatro ha sempre rappresentato, nelle campagne e per i contadini, una forma di intrattenimento e di incontro oltre che di conoscenza e di riflessione. Ne è un esempio il ‘teatro di stalla’ che con la messinscena di testi della tradizione orale recitati da contadini, braccianti, piccoli artigiani, costituiva di fatto anche un momento di incontro e socializzazione.

Il Festival di Resistenza, pur così lontano, guarda a quella tradizione, e anche in questa edizione come già nelle precedenti intende tenere alti i valori dell’accoglienza e dell’intrattenimento anche attraverso l’incontro con alcuni aspetti della cucina tipica del territorio. E’ in questa ottica che – ancora nella 12^ edizione del Festival – diverse importanti aziende alimentari molto attive sul territorio sono state coinvolte per incrociarsi con gli spettacoli, allestendo e allietando ogni serata con una degustazione dei loro prodotti più tipici.

 

Il Progetto del Festival è a cura di Paola Varesi, Mariangela Dosi, Carlo Ferrari, con la collaborazione di Barbara Barresi, Silvia Tirelli, William Bigi.

La Giuria è composta da: Alessandro Averone, Lorenzo Belardinelli, Stefano Campani, Gigi Dall'Aglio, Mariangela Dosi, Carlo Ferrari, Jefte Manzotti, Remo Melloni, Valeria Ottolenghi, un rappresentante di “I Teatri” di Reggio Emilia, un rappresentante dell’Istituto Cervi.

 

Orario di inizio spettacoli: ore 21.30.

L’ingresso agli spettacoli è a offerta libera.

E’ consigliata la prenotazione presso la Segreteria Organizzativa del Festival.

 

Informazioni e prenotazioni

Museo Cervi, via Fratelli Cervi, 9 - Gattatico (Reggio Emilia)

Barbara Barresi, Paola Varesi

Tel. 0522. 678356 - fax. 0522 477491

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