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STORIE IN SCATTI: A ROMA LE FOTO PER LA GIORNATA DEI RIFUGIATI

Iniziativa del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in occasione della giornata mondiale: Rifugiati, storie in scatti. Da stasera mostra fotografica fino al 30 giugno nella Chiesa del Gesù a Roma . Sulla facciata, sarà proiettato un video da stasera fino al 21 giugno, tra le 21 e le 2 di notte. Nella foto a sinistra: donna che vive nel campo di sfollati di Mokoto, nella provincia congolese del Nord Kivu, insieme ad altre 4 mila persone.

 

 

Un padre siriano, che ha perso il primogenito in uno scontro a fuoco in Siria, decide di portare gli altri figli e le nipoti a Naameh nel Libano occidentale: «Tutto quello che chiedo al futuro è di riuscire a rientrare a casa con i miei ragazzi».

Ad Aleppo nella cucina da campo i volontari del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), preparano fino a 17 mila pasti caldi che poi sono distribuiti a famiglie sfollate prive di attrezzature per cucinare. A causa delle ripetute incursioni dei ribelli, nella provincia congolese del Nord Kivu gli sfollati sono spesso costretti a fuggire dal campo e a trascorrere la notte nella foresta, senza mangiare e bere. Donne sfollate congolesi frequentano un corso di cucito e sono aiutate dai volontari nell’avvio di piccole attività in proprio.

Queste ed altre esperienze di rifugiati e richiedenti asilo, costretti a fuggire da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani, sono raccontate in una mostra fotografica dal titolo “Santuario e Nutrimento”, che s’inaugura stasera alle ore 20 a Roma - oltre che a New York e a Beirut – su iniziativa del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati inoccasione della Giornata mondiale indetta il 20 giugno dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

La mostra, con foto scattate dal personale del JRS che opera sul campo in Medio Oriente e Africa Grandi,può essere visitata fino al 30 giugno nella Chiesa del Gesù.

Il video

Da stasera fino al 21 giugno, inoltre, un video di 12 minuti che illustra la vita e le difficoltà dei rifugiati attraverso 200 fotografie, sarà proiettato tra le 21 e le 2 di notte sulla facciata della Chiesa, uno dei luoghi che tradizionalmente apre le porte ai richiedenti asilo, in continuità con l’antica vocazione dei santuari. Sia il video che la mostra sono stati allestiti in collaborazione con l’organizzazione no profit americana Art Works Projects for Human Rights. Obiettivo dell’iniziativa, che ha ricevuto la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica affinché agisca a favore dei diritti fondamentali di rifugiati e richiedenti asilo, in particolare riguardo all’accoglienza, all’alimentazione e all’istruzione.

L’ospitalità è una sfida. Il titolo della mostra, “Santuario e Nutrimento”, esprime una visione olistica dell’ospitalità offerta ai rifugiati, che comprende cibo, riparo, tolleranza, educazione. «Davanti alle difficoltà – dice il direttore internazionale di JRS, Peter Balleis – il cibo e l’accoglienza nutrono e proteggono, l'ospitalità apre le porte, l’istruzione ricostruisce il futuro».

Aiuti alimentari. Il JRS fornisce ogni mese aiuti alimentari a oltre 100 mila persone nel Medio Oriente e in Nord Africa, in particolare in Siria, ma anche in Giordania e Libano. Gli aiuti sono forniti attraverso la preparazione quotidiana di oltre 20 mila pasti caldi nelle cucine da campo dello stesso JRS, poi distribuiti presso moschee, scuole-ricovero, edifici pubblici, parchi.

Accesso all’educazione. Il JRS assicura ogni anno in tutto il mondo l’accesso all’educazione e a corsi di formazione professionale a circa 222 mila bambini e adulti. «È soltanto attraverso l’istruzione e la formazione professionale che generazioni di figli di rifugiati possono arrivare a godere di opportunità già accessibili ad altri, e quindi costruire comunità di pace e rispetto per le diversità – sottolinea Padre Bailles – . Ma l’istruzione è anche un’opportunità per formare i leader di domani, in modo che, comprendendo gli effetti devastanti della violenza e dei conflitti, possano contrastarli e quindi evitarli».

La testimonianza.Alla conferenza stampa di presentazione della mostra è intervenuta anche Beatrice Ngoie Mullumba che vive in Italia dal 2006. «Prima di dover fuggire dal Congo mi sono laureata in economia all’Università cattolica di Kinshasa, ma ora studio per diventare infermiera – ha raccontato – . Sto cercando di ricostruire la mia vita e ho un sogno: avere un giorno una sistemazione stabile, magari un lavoro e una casa».

 Il messaggio del Presidente del Senato

«I rifugiati sono persone come noi che per cause indipendenti dalla propria volontà sono costretti ad abbandonare la propria casa, il proprio Paese, il lavoro e spesso anche i familiari per ricominciare una nuova vita nel Paese ospitante», ha ricordato il presidente del Senato Pietro Grasso in un messaggio inviato al direttore del JRS. Grasso ha poi sottolineato il valore del «lavoro svolto da associazioni, istituzioni, volontariato e cittadini al fine di sensibilizzare il nostro Paese a dare una speranza a coloro che ci chiedono aiuto per riprendersi la propria vita».

Redazione

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