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SALUTE E WELFARE: IL NUOVO MODELLO "BIO-PSICO-SOCIALE"

Convegno internazionale a Napoli: gli esperti lanciano il il modello “bio-psico-sociale”. Una nuova teoria che guardi alla disabilità come un fenomeno da inquadrare in un preciso ordine culturale e sociale. Il sociologo Fabio Corbisiero (nella foto a sinistra): “Si tratta di un modello che non si sostituisce, ma si affianca a quello medico". Nel programma anche la lectio magistralis di Tom Shakespeare, tra i massimi esponenti in materia, docente all’Università dell’Est Anglia. 

 

Per la prima volta esperti di fama internazionale e mondo dell’associazionismo si incontrano per affrontare il tema della disabilità da diverse prospettive. Succede a Napoli, che ha ospitato il convegno “Per una disabilità sostenibile. Barriere, diritti, genere e vita indipendente” promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’università Federico II, con il Centro di Ateneo Sinapsi, l’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), la Fondazione Idis/Città della Scienza, Arcigay Napoli, e il patrocinio del Comune di Napoli. Il nostro Paese sconta un ritardo sul tema della disabilità, sia in termini di studi e ricerche sia in termini di buone pratiche di opportunità e inserimento sociale già adottate in molti Paesi dell’Unione Europea. In particolare, siamo agli ultimi posti tra gli stati membri per risorse destinate alla tutela e all’inclusione sociale delle persone con disabilità, soprattutto quando ad essere disabili sono donne, anziani o persone Lgbt.

In risposta a tutto questo la due giorni napoletana tenta di lanciare un modello teorico nuovo, che guardi alla disabilità come un fenomeno da inquadrare in un preciso ordine culturale e sociale: quello che gli addetti ai lavori chiamano il modello “bio-psico-sociale”. “Si tratta di un modello – ha sottolineato il professore Fabio Corbisiero, tra i principali promotori del convegno – che non si sostituisce, ma si affianca a quello medico. Uno degli obiettivi del convegno è quello di far interagire le varie scienze sociali, umane e della vita, al fine di integrare diversi approcci teorici ed elaborare insieme delle linee guida per l’inclusione sociale e la sostenibilità della disabilità”. “Solo partendo da modelli teorici diversi si possono progettare nuove politiche sociali e in questo senso la ricerca ha un ruolo determinante” ha spiegato  nella sua lectio magistralis Tom Shakespeare, uno dei massimi esponenti in materia, docente all’Università dell’Est Anglia.

Al convegno ha partecipato anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Napoli aspira ad essere città di diritti, ma c’è ancora tanto da fare. Viviamo in una metropoli in cui i diritti dei disabili, soprattutto per quanto riguarda gli spazi urbani, restano ancora negati. C’è un’insoddisfazione collettiva, ma come amministrazione non possiamo che metterci a lavoro. Abbiamo recentemente introdotto una delibera che istituisce la figura del ‘disability manager’, vale a dire un punto di riferimento e di incontro per le persone disabili di qualunque argomenti si parli. Non bastano però solo gli atti normativi, è necessario cambiare la cultura, sensibilizzare i cittadini attraverso un’operazione di educazione civica e pedagogica”. Il primo cittadino si è anche impegnato a tenere quanto prima un incontro pubblico con cittadini ed associazioni sul tema della disabilità.

Maria Nocerino (redazione Campania)

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