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TERZO SETTORE, INTERGRUPPO PARLAMENTO: PARLANO BENI E FOSSATI

Ieri si è svolta la prima riunione del neonato intergruppo parlamentare sul terzo settore. L'iniziativa promosso e voluta da deputati e senatori che vantano una lunga militanza nelle organizzazioni no profit. Hanno aderito in 150 parlamentari e ieri hanno partecipato in 40 al primo incontro. Ecco cosa hanno detto i deputati Filippo Fossati e Paolo Beni. Pietro Barbieri (Forum): "A questo punto dovremo misurare quanto questo intergruppo sarà funzionante, ma come Forum daremo tutto il sostegno"

 

 

Dall'entusiasmo per il cospicuo numero di candidati (ed eletti) provenienti dal terzo settore alla delusione dopo la composizione delle Commissioni, ora l'intergruppo parlamentare del terzo settore è realtà. Hanno aderito in 150 tra deputati e senatori di tutti i gruppi e ieri in 40 hanno partecipato alla prima riunione. Obiettivo: avere un peso specifico sui temi del welfare e delle politiche sociali. 

Ecco cosa hanno detto alcuni dei protagonisti di questa iniziativa insieme a Edoardo Patriarca. “È una iniziativa inedita – ha spiegato  Filippo Fossati, deputato del Pd ed ex presidente Uisp – e il bilancio di questo primo incontro è assolutamente positivo: c’è una grande volontà di partecipare”. Buona per i promotori la partecipazione al primo incontro, che ha visto la presenza di circa quaranta parlamentari: “chi non è venuto -  ha specificato Fossati -, aveva degli impegni”.  Due le linee di lavoro concordate. “La prima riguarda la manutenzione e l’innovazione della normativa – ha affermato Fossati -. Quella attuale è di un’altra generazione e quindi va rivista, anche in relazione a grandi fatti che hanno mobilitato il terzo settore in questi anni e che vanno rilanciati come il Servizio civile, che pur non essendo nella normativa del terzo settore, è un punto che sentiamo forte”. 

Seconda traccia è quella che vedrà l’intergruppo interagire col Parlamento e col governo in materia di fisco e agevolazioni: tematiche su cui si preannunciano tempi stretti, perché “dettati dall’agenda di governo – ha spiegato Paolo Beni, del Partito democratico -. Quest’estate, ad esempio, si dovrà ridefinire la normativa sull’Imu e noi, in tempo utile, dovremo inserire il tema specifico delle agevolazioni, perché la normativa attuale non ci soddisfa”. Tra le priorità non c’è solo l’Imu. “C’è anche l’annosa questione del 5 per mille – ha aggiunto Beni -, che tutti gli anni è appeso alla legge di stabilità, alla riconferma, al tetto e su questo interverremo. C’è poi la delega fiscale e su quella ci saranno molti punti che riguarderanno il terzo settore. Su tutto questo ci auguriamo di poter avere un peso specifico in Parlamento”. “Alcune priorità intendiamo porle noi – ha aggiunto Beni -, soprattutto per intervenire sull’emergenza sociale e rafforzare gli strumenti delle politiche sociali del territorio”. C’è fiducia, inoltre, sulla stessa natura trasversale dell’intergruppo. “È la dimostrazione che su alcuni temi si può trovare una convergenza ampia al di là delle logiche di schieramento fra i singoli gruppi – ha dichiarato Beni -. In questo modo possiamo dare un contributo alle politiche di questo Paese col punto di vista del mondo del non profit non soltanto in ambito sociale, ma anche su ambiente e legalità”. 

Il commento del Forum

Immediato il commento del portavoce del Forum del Terzo settore, Pietro Barbieri, alla notizia della prossima convocazione. “Lo riteniamo un elemento di attenzione e di collegamento forte con la rappresentanza sociale che il Forum ha espresso ed è in grado di esprimere – ha dichiarato Barbieri -. L’ampiezza della risposta avuta dall’intergruppo è assai significativa e denota un’estrema attenzione all’idea che il Terzo settore possa contribuire alla crescita e alla ripresa del Paese. A questo punto dovremo misurare quanto questo intergruppo sarà funzionante, ma come Forum daremo tutto il sostegno perché possa esserlo”.

Redazione (Fonte: Redattore Sociale)


 

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