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DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE: A TEATRO IL DILEMMA TRA CRISI E SVENDITA DELL'ARTE

“Dignità autonome di Prostituzione”, ritorna in scena al Bellini di Napoli a grande richiesta dopo un anno. In tempi di crisi è difficile fare cultura, ma non bisogna svendersi mai, sembrano volerci dire regista e attori, in questo continuo parallelismo tra arte e prostituzione, tenuto insieme dal filo rosso della “dignità” di mercificazione.

 

 

Il teatro è un po’ come il sesso a pagamento: se vuoi consumare, devi pagare “prima e anche dopo, se ti è piaciuto”. Gli attori come prostituite: per avere un saggio del loro talento, devi contrattare il giusto prezzo. È con questo parallelismo che Luciano Melchionna porta in scena a Napoli “Dignità Autonome di Prostituzione”, in cartellone al teatro Bellini fino al 12 maggio.

Funziona così: gli attori/prostitute accolgono gli spettatori/clienti, muniti di “dollarini”, il denaro locale acquisito con il biglietto di ingresso. Dopo attenta osservazione, lo spettatore sceglie uno tra gli oltre 20 attori, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, ma prima di “comprare” la sua esibizione deve “contrattare” il giusto prezzo con le “maitresse”, le mediatrici della trattativa. Trovato un accordo, l’attore si apparta con gli spettatori in una delle piccole sale del teatro, dove si consuma la performance, non senza sorprese.

DAdP, infatti, va ben oltre i canoni dello spettacolo teatrale così come siamo abituati a pensarlo, spiazza, sorprende, annulla le distanze, vanifica il principio della separazione tra attore e spettatore, artista e pubblico. Oltre agli attori, anche ballerini, musicisti, cantanti, mimi, sono tutti partecipi del grande circo dell’arte, di cui persino lo spettatore diventa parte integrante in modi diversi. Può essere chiamato in causa direttamente dall’attore nel suo monologo (classico o contemporaneo), ha un ruolo attivo e interattivo nella contrattazione con le maitresse, nella scena finale arriva anche a calcare il palcoscenico, insieme ai protagonisti della casa chiusa dell’arte.

Dignità Autonome di Prostituzione al Bellini è anche una mostra: scatti rubati del bordello di 25 fotografi 'voyeur' che hanno accompagnato gli artisti nel loro viaggio. Nel corso della serata c’è spazio anche per proiettare la pubblicità progresso scritta e diretta da Luciano Melchionna, “Il teatro torna a casa”. Un cast instancabile e una scenografia ad effetto fanno il resto, rendendo la rappresentazione unica, capace di emozionare e, al tempo stesso, far riflettere chiunque decida di farne parte. Quattro ore che scivolano via in un lampo, tanto è il coinvolgimento del pubblico, che si trova ad attraversare, conoscendoli per la prima volta, i segreti del luogo che fa da cornice allo spettacolo. Sorpresa nella sorpresa.

Ora, a distanza di un anno, DAdP torna a grande richiesta al Bellini di Napoli, per volere della Fondazione Teatro di Napoli/Teatro Bellini e dell’associazione “Non camminare scalza”. Lo fa, dopo aver calcato palcoscenici importanti, tra cui il Teatro Franco Parenti Milano e il Quirino di Roma, e aver collezionato prestigiosi premi: Golden Graal 2008 per l’Idea e per la Regia e Golden Graal 2008 per la Miglior Attrice (Betta Cianchini) e la Nomination al Premio ETI - Olimpici del Teatro 2009 come “Miglior spettacolo d'innovazione”. Ha anche partecipato alla XXXI edizione del Festival Internazionale ‘Benevento Città Spettacolo’ e alla prima edizione del Festival Internazionale di Teatro di Tarragona (Spagna).

Redazione (Fonte: www.napolicittasociale.it) 

 

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