logo nelpaese

I FIGLI VISTI DAL PADRE: INTERVISTA ALLO SCRITTORE-BLOGGER

Francesco Uccello, napoletano, è un educatore e lavora per la coop sociale Terra e Libertà. Dal successo del suo blog Mo te lo spiego a papà al libro omonimo in uscita in tutte le librerie, già riscuote successo in classifica: "è la mia storia, ma anche quella di tutti i papà che vogliono farsi sentire, anche i padri amano, possono perfino commuoversi"

 

 

Dal portale www.napolicittasociale.it, intervista di Maria Nocerino

 

Un libro per spiegare ai più piccoli, ma anche agli adulti, il punto di vista dei padri. Il blog “Mo te lo spiego a papà” del napoletano Francesco Uccello diventa un libro (edito da TEA, 240 pgg., costo 12 euro), che sarà presentato prossimamente a Napoli. A una settimana dall’uscita nelle librerie italiane ce ne parla l’autore, convinto sostenitore della “versione del papà”.

Come nasce l’idea di questo libro?

Si tratta di uno di quei casi in cui la rete, in particolare un blog, ha fatto da volano per approdare alla carta stampata. Non è solo la raccolta dei post del blog che curo da circa due anni, racconta le avventure giornaliere di un papà e del suo rapporto con i figli, del modo in cui questo rapporto incide anche sulla relazione di coppia, ma cerca di farlo con leggerezza e autoironia, alternando aneddoti divertenti con spunti interessanti per chi lavora con i bambini, gli educatori, gli operatori sociali. Possiamo definirlo, senza ombra di dubbio, autobiografico: è la mia storia, ma anche quella di tutti i papà che vogliono farsi sentire, perché le mamme non possiedono la “verità assoluta”, anche i padri amano, possono perfino commuoversi…

A chi si vuole rivolgere?

Ai papà e alle mamme, ma non necessariamente: vuole parlare agli adulti, provando a partire dai bambini, perché colloquiando con loro si possono dire molte cose sul mondo. I miei dialoghi con i bambini riguardano anche argomenti da grandi, dalla politica all’attualità – ad esempio, quando provo a spiegargli chi erano Falcone e Borsellino – perché quello di parlare ai bambini è solo un pretesto, un modo per spiegare le cose ai grandi da un altro punto di vista.

Qual è il messaggio più importante che vuoi lanciare?

Lo scopo principale è quello di valorizzare il punta di vista maschile nel rapporto tra genitori e figli, far capire che ognuno ha il suo ruolo, io non sono un “mammo”, ma un papà, con una sua identità e un compito: quello di rendere i propri figli più autonomi, mentre alla mamma spetta in genere la cura. Ognuno ha il suo, anche se non si tratta di ruoli così rigidamente intesi, possono anche essere intercambiabili, ma i bimbi devono sapere che hanno due genitori, non uno in due.

Qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?

Diciamo che aspettiamo di vedere come va questo…Sicuramente vorrei cimentarmi anche con altro.

 

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop