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DA DOMANI "PAESEREALE" SU RAI3: INTERVISTA A GIOVANNI ANVERSA

Giovanni AnversaRaccontare un Paese in crisi, attraverso l’attualità, ma anche con storie positive di chi sta cercando di dare una risposta alle tante difficoltà. È questa la mission della seconda serie del programma Paesereale, che tornerà in onda su Rai 3 ogni sabato a partire dal 9 marzo alle 9 e 15 del mattino. Intervista a Giovanni Anversa: "Saremo la Portobello del sociale, racconteremo chi combatte la crisi con buone prassi e invenzioni". 

 

 

La crisi, chi la subisce e chi la combatte ogni giorno con le idee e l'innovazione. Da domani parte Paesereale, su Rai3 alle 9:15 del mattino. Sarà uno spazio aperto per le associazioni e il mondo del Terzo settore senza perdere di vista l'attualità e le storie che arrivano dal territorio. A condurlo sarà il giornalista Giovanni Anversa. 

Giovanni, cosa racconterete in Paesereale?

L’anno scorso avevo deciso di cambiare titolo perché sentivo la pressione che arrivava dal basso e sentivo l'impegno stringente: dare voce alla realtà sociale. Iniziamo con una formula che prevede tre momenti della trasmissione. Un primo vedrà uno spazio-appello perché il mondo sociale paga la crisi e in quello spazio ci sarà l'attenzione sulle associazini. Domani cominceremo con il tema della violenza sulle donne, dei malati oncologici e delle barriere architettoniche nella scuole. Per dare forza a queste storie avremo testimonial d’eccezione come Enzo De Caro, e Serena Dandini. La parte centrale avrà una grande attenzione sull’attualità: parleremo delle famiglie e delle persone che non possono accedere a un prestito. E faremo capire che dal basso sono arrivate risposte come quella del micro credito. Terzo segmento: la bella storia che ci da speranza ed energia. Domani partiamo con Marco Voleri, un tenore che canta nonostante la sclerosi multipla.

Chi saranno i protagonisti?

È uno spazio aperto per chi vive e subisce la crisi, ma anche per chi combatte la crisi con buone prassi o vere e proprie invenzioni. Vogliamo creare una "Portobello del Sociale". La nostra intenzione è quella di aprire uno spazio televisivo dove si incrociano offerte e domande di aiuto, non solo per dar voce alla crisi ma anche per quelle risposte che arrivano dal basso e dal territorio.

Informazione e crisi: i media come stanno raccontando i fenomeni sociali e l’impoverimento del Paese?

I media di primo piano sono succubi delle agende politiche e istituzionali e restano travolti quando la crisi irrompe con situazioni estreme. Gli altri, che da sempre danno voce alla crisi sociale, lo fanno quotidianamente e mi riferisco soprattutto al web. Spesso l’informazione di primo piano è omologata, mentre on line si puo' trovare un lavoro più "di scavo" e di attenzione.

Nell’era di internet e dei social network, qual è il ruolo della Tv per poter raccontare la realtà?

Intanto la Tv deve innovarsi. Non a caso ogni trasmissione non puo’ fare a meno di collegarsi con i social network, anche sapendo che quello non è il suo pubblico ma è importante che lo faccia. Dall'anno scorso anche noi abbiamo cercato un’attenzione particolare per chi ha voglia di capire di cosa stiamo parlando. Un elemento importante per noi è creare interattività e noi sappiamo che abbiamo spettatori consapevoli che hanno voglia di denunciare o ti segnalano storie interessanti. Secondo me i social e il web in generale ha l'effetto di moltiplicare l’informazione. La Tv deve amplificare le sue possibilità, abbia la capacità di rinnovarsi., Noi abbiamo raccolto la sfida e infatti apriremo una finestra con l’agenzia stampa Redattore sociale.

Giuseppe Manzo

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