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EDILIZIA, METAFORA DEL PAESE: MAURIZIO COCCHI RACCONTA "LE MANI NELLA CITTÀ"

Il libro edito da Round Robin racconta il viaggio nel business del mattone a Napoli, con riferimenti anche alla situazione nella capitale. Cocchi, presidente di Virtual Coop e scrittore, spiega come il capoluogo campano sia metafora dell'Italia: "Leggendo il libro viene da pensare, con grande amarezza, ai risultati che si sarebbero potuti ottenere con quella fiumana di denaro, pubblico e privato, che è stato riversato in una edilizia disordinata, abusiva e mal gestita".

 

 

 

 

"Le mani nella città", ottobre 2013, Round Robin editrice, autori Giuseppe Manzo e Ciro Pellegrino: la recensione di Maurizio Cocchi

Si tratta di un opuscolo, poco più di 100 pagine, di denuncia e di lotta, sugli abusi edilizi nella città di Napoli e sul diritto alla casa, calpestato e vilipeso. Gli autori, giovani giornalisti partenopei, passano in rassegna la storia politica e giudiziaria della città, con scorribande nell'ottocento e nel novecento, ma con una particolare attenzione alla situazione odierna.

Il lavoro è strutturato in quattro capitoli, il primo dei quali è dedicato alle occupazioni delle case popolari e degli edifici non utilizzati negli anni 70, che avvenivano attraverso manifestazioni popolari di diverse migliaia di persone, che rasentavano dei veri e propri movimenti insurrezionali. Nei capitoli successivi è tutto un susseguirsi di piani regolatori espansionistici, gestione del patrimonio pubblico fallimentare e truffaldino, appropriazioni camorristiche del patrimonio pubblico, connivenze con affaristi senza scrupoli, degrado progressivo della città. Eppure, in tanti hanno cercato di affrontare la situazione: artisti prestati alla politica, uomini della provvidenza mandati dal Pci, nonne in carriera, magistrati rivoluzionari. Niente da fare: l'incompetenza, la codardia, la corruzione, la mancanza di senso civico, a detta degli autori, sembrano prevalere su tutto il resto, in questa sfortunata e bellissima città.

Per tutti gli anni 70 e 80, architetti ed esteti di ogni risma ci hanno fracassato i cosiddetti, spiegandoci che un buon piano regolatore poteva cambiarci la vita e fare la rivoluzione, peccato che nessuno si sia mai occupato della competenza e della onestà con cui andava gestito. Leggendo il libro viene da pensare, con grande amarezza, ai risultati che si sarebbero potuti ottenere con quella fiumana di denaro, pubblico e privato, che è stato riversato in una edilizia disordinata, abusiva e mal gestita.

C'è chi ha iniziato dai biglietti della metropolitana, per mettere ordine in una grande metropoli come New York. Giuseppe e Ciro sembrano suggerire, che a Napoli occorra partire dall'edilizia.

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