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CRISI, DIRITTI E AMBIENTE: IL PAESE REALE IN ATTESA DI RISPOSTE

Povertà, Cie e violenza di genere, Biocidio e inquinamento: da Nord a Sud cittadini e organizzazioni sociali propongono soluzioni

 

Tra scissioni di partito, scontri congressuali e mozioni di sfiducia in Parlamento il Paese reale prova a camminare, protesta ma offre soluzioni. Sono settimane di grandi mobilitazioni da una parte e proposte contro la crisi dall'altra: povertà, diritti e ambiente sono i temi al centro dei movimenti.

Crisi

Quali sono le risposte a medio termine? L'alluvione in Sardegna ha sollevato le polemiche per il Patto di Stabilità e il blocco della spesa da parte dei Comuni, soprattutto sul fronte della prevenzione geologica e della difesa del territorio. A questo si aggiungono i dati sulle famiglie in difficoltà (6 su 10), sulle previsioni negative per il 2014 e sulla disoccupazione giovanile. Si parta da un pressupposto: gli italiani chiedono un altro modello economico. Lo dimostra il sondaggio Swg per Legacoopsociali e c'è un altro punto ancora più interessante: gli italiani vogliono un'economia sociale, si fidano del no profit. A farlo è soprattutto una nuova generazione di under 35 e di donne soprattutto. Lo dimostrano alcuni "casi d'impresa" in Veneto, il progetto Fab in Friuli e le tantissime esperienze di recupero dei terreni e dei beni confiscati alle mafie. Ma sono solo alcuni esempi. I soggetti che compogono l'economia sociale hanno un'arma in più: la vicinanza alla comunità e la capacità di fare rete con essa su tanti temi.

Diritti

Questo è uno dei primi punti in cui si costruisce un'alleanza tra cittadini e organizzazioni sociali. Il 16 novembre è stata una data emblematica: a Gradisca hanno marciato insieme associazioni, movimenti e organizzazioni come Legacooposociali per chiedere la chiusura del Cie e nuove politiche di accoglienza. In questi giorni è in tour Marca Cavallo insieme al comitato Stop Opg. Una delle tappa è stato l'incontro al Senato con il presidente Pietro Grasso: la chiusura degli ospedali psichiatrico giudiziari probabilmente non arriverà nemmeno nel 2014. Intanto, dopo la giornata mondiale per l'infanzia (con non poche polemiche), il 25 sarà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Anche su questo l'economia sociale ha dimostrato, numeri alla mano, di essere avanguardia rispetto alla situazione del Paese: lo abbiamo raccontato nel docufilm Futura che a breve sarà visibile a tutti sul web.

Ambiente

Sempre il 16 a Napoli i cittadini della Campania hanno invaso la città chiedendo di fermare il Biocidio. Con loro sono giunti centinaia di persone da altre regioni: Lazio, Puglia, Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia. Giovani, donne, parrocchie, studenti, famiglie e comitati conducono da tempo informazione, consapevolezza e autoformazione sulle possibili soluzioni. Il giorno prima nel Fondo rustico Amato Lamberti si sono confrontati agricoltori, cooperatori sociali e attivisti sulla bonifica e sul recupero dei terreni inquinati. Sono tracce e proposte sottoposte a Regione e Ministero. Intanto nella provincia di Lecce, per fare un esempio, si è costituito un comitato "Liberi dai veleni e dai rifiuti tossici" a cui aderiscono Legambiente, Cittadinanzattiva, Libera e tantissimi associazioni.

Sono solo alcuni esempi su tre temi in particolare. Eppure rappresentano una finestra precisa da cui guardare il Paese che prova ad organizzarsi e rispondere ai problemi. Perché cittadini e organizzazioni sociali iniziano ad esigere politiche e risposte precise, muovendosi insieme e anche dentro le differenze culturali che compongono questi movimenti. E serve la politica e un cambiamento radicale di fronte all'immobilismo. Perchè una rabbia cieca scorre sotto il manto di questa Italia in bilico (come per gli episodi di ieri a Roma alle sedi del Pd): la sua esplosione incontrollata non conviene a nessuno.

Giuseppe Manzo

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