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CRISI, LA COOPERAZIONE COME ALTERNATIVA SECONDO JACOPO FO

Lo ha scritto sul Fatto quotidiano alcune settimane fa. Si apra un dibattito nel Paese

 

"L’unico modo per uscire dalla crisi è cooperare. Dobbiamo rilanciare il movimento cooperativo.  
La cooperazione è l’unico strumento in mano ai lavoratori per costruire da subito un argine contro la disoccupazione, la miseria, il caro casa, la crisi dei servizi pubblici".  Scriveva così Jacopo Fo, figlio del premio Nobel Dario e blogger molto seguito sui temi del lavoro e delle economie alternative, sul Fatto Quotidiano alcune settimane fa. Poi aggiunge: "La cooperazione non solo rende più ricche le famiglie ma migliora contemporaneamente la qualità della vita. È gratificante lavorare per sé e non per un padrone. È gradevole dal punto di vista delle relazioni far parte di una comunità che condivide intenti, desideri e risorse. Cooperare dà dignità alle persone perché esse sentono di avere il potere di migliorare la propria vita senza dover obbedire ad altri".

Quello che scrive Jacopo Fo lo dimostrano i dati che abbiamo pubblicato in questi mesi sul nostro quotidiano: la ricerca Censis, il censimento Istat sul no profit e quello sulla fiducia degli italiani pubblicato da La Stampa. Cooperazione e Terzo settore sono i riferimenti principali in questo periodo di crisi. Le cooperative sociali hanno conosciuto un boom di crescita con giovani e donne principali protagonisti: proprio quelle categorie sociali che sono ai primi posti negli indici di disoccupazione. Eppure non basta. Serve un dibattito serio che ponga la cooperazione come alternativa concreta alla crisi economica. Tra Stato e mercato si muovono cittadini autorganizzati che creano servizi, imprese e comunità. L'Italia puo' ripartire da questo patrimonio che troppo spesso subisce banalizzazioni e accuse per un passato ormai superato. A disposizione c'è un patrimonio di idee, valori e risultati che non è nelle mani di ancoraggi ideologici. 

La cooperazione sociale è un perno fondamentale di questa alternativa. Le coop sociali sono rimaste in piedi, nonostante i tagli al welfare e alle risorse per le politiche sociali. Sono andate avanti mantenendo i livelli occupazionali e mettendo al centro l'innovazione. A novembre ci sarà un passaggio importante: il congresso nazionale di Legacoopsociali. Sarà un evento in cui è possibile immaginare un altro Paese: quello che ogni giorno proviamo a raccontare su questo giornale. 

Giuseppe Manzo

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