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ANDREA, BERLUSCONI E I DIRITTI

Tra la sentenza Mediaset e l'assassinio di una trans a Termini: due Paesi a confronto

 

 

Ore di diretta televisiva per il processo del secolo. L'agenda politica ferma e condizionata dai guai giudiziari del personaggio più discusso degli ultimi 20 anni. Mentre Berlusconi è condannato in maniera definitiva avvengono altri fatti di cronaca, ricordati da quei giornalisti che raccontano anche la vita di strada e dell'emarginazione. Alla stazione Termini, lo scorso 29 luglio, una trans è stata assassinata in maniera brutale. Si chiamava Andrea e l'agenzia stampa Redattore Sociale l'aveva intervistata solo una settimana prima. “Per ora non escludiamo nessuna ipotesi”, dicono gli inquirenti. Il suo corpo giace all’ufficio di medicina legale, a disposizione del magistrato. Si aspetta ancora che venga depositato il referto medico sulla sua morte. Nessuno si era fatto avanti per offrire un funerale e una degna sepoltura ad Andrea, poi è arrivato il Cesv (Centro servizi volontariato) del Lazio che dice: "Non potevano lasciarla da sola anche adesso". 

Quanto vale la vita di Andrea, la trans di Termini? E quali sono i diritti delle persone ai margini anche della Crisi economica?  Termini, come tutte le stazioni e le strade italiane, si vanno riempendo di poveri. Sono italiani e provenienti da tanti paesi del mondo. “Tutto quello che domandava era un panino per la cena”, “Di solito chi si prostituisce si veste in maniera appariscente, Andrea invece no". Lo dicono gli operatori che ogni giorno provano a entrare in relazione con chi vive per strada o su una panchina. 

Per un ventennio il nostro Paese si è fermato di fronte alla richiesta di impunità di un solo uomo che ha agitato l'assenza dei diritti di libertà e di giustizia. Berlusconi ha governato per anni e proprio con lui le politiche di welfare hanno conosciuto l'azzeramento delle risorse e delle politiche di sviluppo. Ed è forse utile, in questo trambusto di parole e sentenze, la proposta del Cnca: "Berlusconi venga a scontare la sua condanna in una cooperativa sociale o un'associazione del Cnca. Potrebbe finalmente verificare di persona quanto di buono fanno, ogni giorno, gli operatori sociali". Magari il "perseguitato" di Arcore scoprirà che esiste un altro Paese. O che esistono uomini e donne che davvero non hanno conosciuto libertà e giustizia. Infine, conoscerà anche quelle persone e quelle organizzazioni che ogni giorno provano a prendersi cura di chi, come Andrea, la trans di Termini, non ha nulla di più che una panchina al binario 10. Dopo vent'anni, finalmente, potrebbe conoscere un altro Paese: quello che vive fuori dalle sue televisioni, dalle sue ville e dai suoi palazzi del potere. 

Giuseppe Manzo

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