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OMOFOBIA, GLI ITALIANI VOGLIONO LA LEGGE

Lo dice un sondaggio Swg e lo chiedono associazioni come Amnesty: una questione di civiltà

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Metà degli italiani vuole una legge anti-omofobia. È quanto emerge da un sondaggio realizzato in esclusiva da Swg per Agora' Estate, Rai3. "Tuttavia- precisa il presidente Swg, Roberto Weber- ci sono sensibilità molto diverse". A richiederla con maggiore forza sono gli elettori del Pd, che per l'81% sente la necessità di una legge sull'omofobia. La pensa allo stesso modo "solo" il 46% degli elettori del Pdl e il 56% degli elettori del Movimento 5 Stelle. 

Ad alzare la voce è anche Amnesty Italia che ricorda il promemoria firmato durante la campagna elettorale. "Reati di questo tipo non sono rari in Italia - scrive Amnesty - le organizzazioni per la difesa dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) ne denunciano centinaia ogni anno. La maggior parte di essi non viene adeguatamente indagata e finisce per rimanere impunita, sebbene si tratti di gravi manifestazioni di discriminazione. L’assenza di leggi adeguate ostacola la polizia e le autorità inquirenti nello smascherare i motivi di odio omofobico e transfobico degli autori dei reati". 

Oggi si è svolta una manifestazione anche a Napoli per chiedere al Parlamento l'approvazione della legge. Amensty ricorda il caso di Michelle, una giovane transgender aggredita nel febbraio 2012 in un pub di Catania, a causa della sua identita’ di genere:"Mi hanno aggredito per cio’ che sono, perche’ ho un volto un po’ mascolino e perche’ hanno capito dalla mia voce che sono una transgender’ – ha raccontato".  Il presunto autore di quest’aggressione potrà essere incriminato e condannato per aver causato danni fisici. "Tuttavia - ricorda Amnesty - lo specifico motivo discriminatorio della sua azione non sara’ esplicitamente preso in considerazione nel procedimento giudiziario e nella sentenza. Se Michelle fosse stata aggredita a causa della sua origine etnica, per esempio, questo motivo avrebbe potuto essere preso in esame nel procedimento legale e avrebbe avuto un riflesso nella sentenza". 

Non è più tempo di aspettare, approvare questa legge è una questione di civiltà. Lo chiede il Paese.

Giuseppe Manzo

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