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SE UN ASCENSORE FA PIÙ NOTIZIA DELLA DISABILITÀ

Sui media nazionali la Conferenza nazionale di Bologna fa notizia solo per una ascensore rotto. La rabbia delle associazioni

 

Falsi invalidi, cliniche degli orrori o storie estreme. In questo caso la disabilità trova posto nelle pagine dei quotidiani nazionali oppure nelle aperture dei tg. Invece, quando centinaia di persone con disabilità e rappresentanti di associazioni discutono per due giorni alla Conferenza nazionale di Bologna cala il silenzio. Anzi, l'unico spazio viene relegato a quella che i presenti hanno definito una "non notizia": il guasto di uno dei 4 ascensori che avrebbe bloccato alcune persone. "Ero presente lì - ha raccontato Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali - e a parte un po' di fila per l'ascensore fuori uso non ho assistito ad alcun problema. Al contrario ho visto centinaia di persone discutere nei gruppi lavoro e nei due giorni di Conferenza".

Ad alzare la voce su questo silenzio stampa è Franco Bomprezzi, giornalista e firma del blog "Invisibili" su corriere.it: "sono esterrefatto come giornalista dall’indifferenza dei colleghi. Mi aspettavo almeno qualche titolo sui quotidiani nazionali, anche per dare forza alle politiche di governo. E’ un brutto segnale. la disabilità diventa notizia solo se estrema e negativa, solo è un’emergenza conclamata intorno a casi singoli e non quando è progettazione condivisa intorno ai casi di tutti".Ed è stato durissimo anche il commento del viceministro al Lavoro e al Welfare, Cecilia Guerra: “Quello di cui più mi dispiace è che di un così importante incontro che sta coinvolgendo quasi 800 persone, di cui molte con disabilità, le amministrazioni statali e territoriali e tantissime associazioni la stampa nazionale e locale abbia dato riscontro, nella maggior parte dei casi, esclusivamente con riferimento a questa non notizia".

E i temi?

Sui giornali, invece, nulla si è letto di questa due giorni.  A parte le testate di settore e le agenzie stampa come Redattore Sociale o Dire non si ha traccia dei temi di questa due giorni. Inserimento lavorativo, non autosufficienza, accessibilità, invalidità civile e inclusione non hanno meritato alcun approfondimento in questi tempi di crisi. Eppure si sono recati ministri di questo governo come quello Enrico Giovannini. Il ministro del lavoro ha parlato della "possibilità di aumentare il fondo da due a 12 milioni quest'’anno e a 22 milioni l'anno prossimo”. Nemmeno questa dichiarazione meritava uno spazio o un trafiletto di cronaca politica. Allora è chiaro che sui temi sociali, in questa fase delicatissima del Paese, occorre fare una riflessione seria sull'informazione. Magari iniziando a moltiplicare esperienze come nelpaese.it, come il Giornale Radio Sociale o le altre testate e giornalisti come Bomprezzi che strappano spazi per costruire un racconto dei fatti reali e dei processi sociali che vivono milioni di persone ogni giorno.

Giuseppe Manzo

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