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IN ITALIA 7 MILIONI DI DONNE VITTIME DI ABUSI, AUMENTANO GLI OMICIDI

I dati della Società italiana di psichiatria: non è un fenomeno mediatico. Eppure c'è un altro Paese che costruisce pari opportunità

 

 

“I numeri parlano chiaro. Nel nostro Paese, ogni due giorni e mezzo una donna viene uccisa, mentre il trend dei femminicidi dal 2005 ad oggi è in aumento. Non si tratta di un fenomeno mediatico”. Lo ha detto ieri Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria. Dal 2005 si registra un aumento continuo dei casi di "femminicidio", allora erano 84:  nel 2006 erano 101, nel 2007 erano 107, 113 invece nel 2008, 119 nel 2009, il picco nel 2010 con 127 femminicidi, 120 nel 2011 e lo scorso anno 124. Secondo Mencacci il 2013 potrebbe portare a un nuovo aumento: sono già 65 dall'inizio dell'anno. In pratica ogni due giorni e mezzo una donna viene uccisa e nel 38% dei casi per mano del partner. A questo si aggiungono altri dati drammatici: sono sei milioni e 743 mila le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di abusi fisici o sessuali in Italia e circa un milione quelle che hanno subito stupri o tentati stupri. Anche in questo caso nella maggior parte dei casi il responsabile è il partner e nel 33% dei casi non arrivano denunce. Inoltre i casi di violenza riguardano tutte le fasce sociali, con un forte aumento tra i ceti medio-alti (23%). Siamo di fronte a un'emergenza:  essere oggetto di violenza fisica o sessuale nel 42 per cento dei casi comporta danni alla salute. “I dati evidenziano come le donne esposte alla violenza dei compagni siano due volte più a rischio di depressione – commenta Flavia Bustreo, vicedirettore generale Salute della famiglia, delle donne e dei bambini all’Oms -, quasi due volte più a rischio di dipendenza dall’alcol e una volta e mezzo più a rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse, come Hiv, sifilide, clamidia e gonorrea".

L'altro Paese

Quando si leggono questi numeri è difficile presentare esperienze positive, eppure ci sono. Nelpaese.it è un osservatorio che racconta come nella cooperazione sociale le donne siano una presenza determinante. Nella nostra rubrica Punto di Vista raccontiamo delle coop sociali che vedono il proprio CdA composto dal 70% di donne, cooperative che hanno una composizione o una dirigenza unicamente femminile (come nel caso di Legacoopsociali nazionale). Combattere la violenza di genere riguarda tutti, a iniziare dai maschi. Occorre combattere una cultura offensiva verso le donne che si è incancrenita negli ultimi 15 anni. Occorre: predisporre strumenti legislativi seri e severi contro questi reati; finanziare e aprire sportelli antiviolenza; offrire supporto a chi vuole denunciare. E, soprattutto, occorre dar forza ai modelli positivi per dimostrare che anche in Italia possono esserci pari opportunità.

Giuseppe Manzo

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