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IL PAESE NEL BARATRO E L'OTTIMISMO DI FASSINA

Mentre escono i dati Istat sul Paese, il viceministro vede un Paese "determinato" in Europa: ma le risposte dove sono?

 

 

Su questo giornale abbiamo appena pubblicato i dati Istat drammatici: 15 milioni di italiani in disagio economico, giovani senza lavoro, Sud allo sbando e aumento del fenomeno neet (ragazzi senza formazione, istruzione e che non cercano nemmeno un impiego). In questo quadro l'Italia si nega il futuro con le condizioni in cui versa l'infanzia e lo stallo sui diritti di cittadinanza per un milione di bambini nati da stranieri nei nostri confini. Sono solo alcune delle questioni urgenti, eppure chi governa si muove a vista.  

Il viceministro dell'Economia Stefano Fassina è ottimista anche se non vede la luce in fondo al tunnel come scrive sul suo profilo Facebook:  "L'Ue deve cambiare rotta nelle strategie anticrisi. Purtroppo la luce in fondo al tunnel non si vede se non c'è un cambiamento di rotta. A partire da questo Consiglio (il vertice europeo in programma a Bruxelles), l'Italia cercherà di essere più incisiva, contando sulla sponda di paesi importanti come la Francia. Oggi possiamo stare a schiena dritta in Europa perchè il Parlamento è sostanzialmente unito. Siamo di fronte a una recessione drammatica, con debiti pubblici che aumentano ovunque, ma ora c'è una determinazione maggiore rispetto al passato". Come l'Italia sarà più "incisiva" non è dato ancora sapere. Al momento sembrano essere altre le preoccupazioni, a cominciare dal silenzio elettorale in vista delle Amministrative o dalle modifiche della legge elettorale.

Nello sconcerto generale è spuntata fuori la proposta Finocchiaro-Zanda sulla partecipazione dei movimenti alle elezioni, iniziativa che ha aperto forti polemiche il 5 Stelle e anche con il buon senso. Intanto sul welfare arrivano proposte una tantum, dai voucher per l'assistenza domiciliare al reddito minimo garantito (osteggiato dal Pdl). In un Paese in piena apnea sociale si è in attesa di una risposta a una semplice domanda: dove prendere le risorse? E soprattutto: a chi saranno indirizzati i primi interventi di natura economica? Al momento il pessimismo della ragione prevale sull'ottimismo di Fassina. Con la speranza di essere smentiti al più presto.

Giuseppe Manzo

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