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"APRONO DUE NUOVI CIE": PERSEVERARE E' DIABOLICO

Sbloccati fondi per 13,5 milioni di euro: uno aprirà in Campania e uno in Basilicata

 

 

Non bastano gli appelli della presidente della Camera Laura Boldrini. E non sono stati sufficienti le richieste dei sindaci che ospitano i Cie nelle proprie città e nemmeno riesce a prevalere il buon senso di fronte ai disordini degli ultimi mesi. In Campania e in Basilicata apriranno due nuovi Centri di identificazione ed espulsione con un costo complessivo di 13,5 milioni di euro. 

Su Redattore Sociale la collega Raffaella Cosentino così scrive: "Per il Cie di Santa Maria Capua Vetere sono previsti 10 milioni di euro e per quello di Palazzo San Gervasio altri 3 milioni e 530mila euro. Il primo è una ex caserma (Andolfato, ndr), il secondo sorge su un bene confiscato alla mafia. Entrambi furono aperti per pochi mesi nel 2011 come tendopoli in cui venivano trattenuti i migranti sbarcati a Lampedusa, con la qualifica di “Ciet”, cioè Cie temporanei. La tendopoli- Cie di Santa Maria Capua Vetere fu distrutta da un incendio durante una rivolta, le cui cause non sono mai state chiarite. Gravi denunce sulla situazione al suo interno e sulle violazioni dei diritti umani nella struttura casertana sono contenuti nel rapporto della Commissione Diritti Umani del Senato. Il Cie temporaneo di Palazzo San Gervasio venne invece chiuso dal ministero dell’Interno dopo un’inchiesta giornalistica e un’ispezione successiva della delegazione di parlamentari composta da Rosa Villecco Calipari, Jean Leonard Touadì e Giuseppe Giulietti, che riscontrarono l’inadeguatezza della tendopoli a internare migranti e il mancato rispetto dei diritti umani". 

E ancora aggiunge: "Con il completamento e l’apertura a fine anno di queste due nuovi prigioni amministrative, i Cie passeranno da 13 a 15. Il rapporto del Viminale sui Cie riferisce che l’esigenza di aprire nuovi centri di detenzione amministrativa è dovuta alla carenza di posti, determinata dall’estensione della reclusione fino a 18 mesi. Infatti, per questa ragione, dal primo gennaio 2012 su 16.519 richiesdte di posti non è stato possibile assegnarne 9.833 per carenza di disponibilità". 

Con il reportage Stazione Mediterraneo abbiamo raccontato l'esistenza di un'alternativa ai centri attraverso una rete che accoglie, include e fa inserimento lavorativo. Evidentemente le istituzioni sono ancora sorde alle richieste che arrivano dai sindaci, dalle associazioni, dalla cooperazione sociale e, soprattutto, dal buon senso. E, in tempi di crisi, spendere soldi e perseverare in provvedimenti che non risolvono nulla diventa diabolico. 

Giuseppe Manzo

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