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RICOMINCIO DA TRE

La nuova emigrazione, chi parte e chi resta: ecco i "choosy" che non si arrendono

 

 

 

 

Bamboccioni. Choosy. Generazione perduta. Chi si è alternato al governo in questi ultimi anni non ha lesinato epiteti e qualche volta insulti verso i ventenni-trentenni degli anni Duemila. Sono giudizi che, spesso, servono a coprire errori e fallimenti legislativi in tema di lavoro. La crisi economica e il familismo imperante completano le cause dei dati sfornati in questo fine settimana. 

Eppure i giovani sono una questione più complessa. Lo spiega molto bene il nuovo libro di Antonio Menna, già autore del grande successo Se Steve Jobs fosse nato a Napoli. Menna propone "Tre terroni a zonzo - Lasciare Napoli o restare?". Se allarghiamo lo sguardo dalla città partenopea a tutto il Paese, il dilemma diventa calzante. Dopo la laurea si è di fronte a queste due strade. Chi parte prova costruire il proprio futuro, ma ci prova anche chi resta. E su questi ultimi vale la pena fare alcuni esempi. 

In Friuli c'è la cooperativa sociale Itaca che ha lanciato da mesi un progetto: si chiama Fab, incubatore d'impresa. Tanti giovani hanno proposto progetti per avviare una cooperativa o un'attività sulla base delle loro idee e dei loro talenti. A Sud, proprio a Napoli, un gruppo di giovani, riuniti nella coop sociale Resistenza Anticamorra, gestisce un Fondo rustico confiscato ai potenti clan dell'area nord della città mentre a Ercolano altri ragazzi portano avanti Radio Siani in un immobile del clan Birra. Poi c'è l'Emilia del dopo terremoto dove giovani volontari sono stati l'asse portante della reazione e della ricostruzione, soprattutto quella emotiva della popolazione. E ancora in Calabria la coop sociale "Giovani in vita" recupera i terreni confiscati alle 'ndrine e continua nonostante le intimidazioni e gli attacchi mafiosi. Poi ci sono i ragazzi in prima linea per il diritto allo studio, alla casa, al lavoro e ai beni comuni con il loro attivismo

L'elenco di queste esperienze è lungo. Questa generazione rappresenta, vi piaccia o no, gambe e testa del Paese. Sono quelli a cui le istituzioni devono dimostrare priorità e ascolto. In caso contrario più che una generazione saremmo di fronte a un'Italia perduta. Nel famoso film di Massimo Troisi "Ricomincio da tre", l'emigrante napoletano voleva viaggiare e conoscere. Ora si parte per trovare un futuro. Chi resta, invece, ricomincia e continua. A loro bisogna consegnare un Paese più civile. 

Giuseppe Manzo

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