logo nelpaese

SUD CHIAMA ITALIA

Dall'incendio di Napoli alle morti di povertà in una Calabria dimenticata: cosa rischia il Mezzogiorno

 

All’indomani delle elezioni è il caos. Incertezza totale sul futuro governo e il possibile ritorno al voto. In questo clima si muovono gli avvoltoi del Paese, animali che si fiondano su una preda prelibata: il Sud. Napoli, Calabria, Sicilia e le altre regioni del Mezzogiorno sono la crisi nella crisi.E davanti alle nubi della politica e delle istituzioni il dramma si ripropone.

In un solo giorno Napoli registra il crollo di una palazzina (e solo per caso non si è verificata una strage) e l’incendio della Città della scienza a Bagnoli. Non sono andati in fumo solo i capannoni della Fondazione Idis. Il fuoco ha un unico obiettivo: incenerire la speranza di cambiamento per la città in un luogo simbolo come l’area ex Italsider. Hanno piazzato sei inneschi in diversi punti della cittadella, rendendo evidente la mano dolosa. Davanti agli occhi di tutti si sono ripresentate le immagini delle “Mani sulla città” di Franco Rosi e le pagine di Ermanno Rea. I napoletani si sono stretti nell’orgoglio e nella voglia di ricominciare attraverso appelli e iniziative della sua parte più attiva. Al sindaco de Magistris sono giunti i messaggi da altri primi cittadini come Renzi e Fassino. Nemmeno un parola è arrivata dal premier in carica Mario Monti. Sullo sfondo, intanto, si aggira lo spettro di una nuova offensiva della mano criminale nella terza città d’Italia, già soffocata da disoccupazione, povertà e tagli lineari al welfare. Eppure solo due giorni prima i ragazzi della coop sociale Resistenza avevano inaugurato un bene confiscato ai clan a Chiaiano, periferia nord di Napoli: il segno di chi non si arrende, vuole rimanere e cambiare le cose a piccoli passi. 

Muovendosi ancora più a Sud, ecco la Calabria. Terra di approdo per le popolazioni migranti e terra di emigrazione. Nei scorsi giorni ci sono stati alcuni fatti di cronaca passati in secondo piano. A Cosenza tre clochard di origine straniera sono morti in un incendio. L’altro giorno un giovane eritreo si è suicidato di fronte alla solitudine e a un destino ignoto: con la scadenza dell' "Emergenza Nord Africa" 13mila richiedenti asilo politico vagano in tutto il Paese senza certezze, senza lavoro e senza casa. Eppure c’è chi li aiuta. A Crotone la coop sociale Agorà Kroton porta avanti progetti d’integrazione e inclusione. Però la sua sede e il suo presidente sono periodicamente sotto attacco della mafia con attentati incendiari e intimidazioni. A poca distanza, a Maropati, Coopfutura resiste ai tagli e recupera beni confiscati alla ‘ndrangheta per realizzare attività di recupero delle persone con disagio mentale. Ebbene, vanta un credito di 24 mesi e da otto gli operatori non ricevono stipendio.

Questa è solo una piccola fotografia, uno scatto breve delle sofferenze e dell’emergenza perenne che vive il Mezzogiorno. In questo momento di confusione e nebulosa istituzionale le regioni meridionali sono nel mirino. Nel caos la mano criminale vuole infilare i suoi artigli ed è quasi naturale ricordare cosa accadde nel ’92 in Sicilia. Il Sud ha bisogno dell’Italia e l’Italia ha bisogno del Sud. Se lo ricordi il Paese, lo tenga bene a mente la politica.

Giuseppe Manzo

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@nelpaeseit

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop