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GLI STUDENTI, AMNESTY E QUEI LACRIMOGENI DAL MINISTERO

Il fantasma di Genova 2001 aleggiava due giorni fa per le strade di Roma e delle altre città

 

Il 14 novembre è comparso un fantasma su Roma e sul resto delle città italiane. Lo spirito di Genova 2001 aleggiava durante gli scontri sul Lungotevere. Migliaia di ragazzi delle scuole medie hanno subito le cariche della polizia nonostante il volto scoperto e le mani alzate, come hanno dimostrato i video dei giornali on line e delle trasmissioni di approfondimento televisivo. Ancora una volta gli scudi di cartone sono stati definiti come armi improprie che hanno autorizzato i dirigenti di polizia a ordinare cariche indiscriminate. A rendere tutto più inquietante è il video esclusivo di Repubblica.it dove si vedono partire lacrimogeni sul corteo pacifico dalle finestre del ministero della Giustizia. Secondo lo stesso giornale diretto da Ezio Mauro "due sembrerebbero partire dal secondo piano sopra le stanze occupate dal ministro Paola Severino, il terzo dal tetto dell'edificio". Se questo fosse confermato il ministro tecnico del governo Monti deve fornire spiegazione plausibili e prendersi le responsabilità di questo gravissimo episodio. 

A confermare tutta la preoccupazione sui fatti del 14 novembre è stata Amnesty International Italia. "Abbiamo visto, per tutta la giornata immagini che destano preoccupazione. Le proteste sociali e i loro contenuti rischiano di essere oscurati e schiacciati da un contesto caratterizzato da atti di violenza da parte di alcuni manifestanti, nell'ambito del quale l'operato della polizia, per quanto complesso, avrebbe dovuto mirare a proteggere le persone, anche attraverso un uso proporzionato e legittimo della forza. Le forze di polizia hanno precisi obblighi di diritto internazionale e interni di protezione dei manifestanti, compreso quello di disperdere eventuali proteste violente con un uso proporzionato e legittimo della forza’ – ha ricordato Carlotta Sami, direttrice di Amnesty Italia – mentre le immagini a disposizione mostrano episodi di eccessi nell'uso della forza nei confronti di singoli manifestanti che meriterebbero un'indagine rapida e approfondita. Riteniamo che chiarire le responsabilità sarebbe importante tanto per le persone colpite, quanto per le forze di polizia". 


Il 25 ottobre, Amnesty International aveva diffuso un rapporto sull’uso eccessivo della forza durante manifestazioni largamente pacifiche, svolte in alcuni paesi europei, tra cui Grecia e Spagna.  Nell’ambito della sua campagna ‘Operazione trasparenza: polizia e diritti umani’, Amnesty International Italia chiede alle istituzioni italiane di rispettare gli standard internazionali sull'uso della forza e delle armi, prevenire le violazioni dei diritti umani e assicurare indagini rapide e approfondite e procedimenti equi per l'accertamento delle responsabilità quando emergano denunce di violazioni, anche attraverso adeguate modifiche alla legislazione tra cui in primo luogo l’introduzione del reato di tortura. La campagna, lanciata nel luglio 2011, ha gia’ raccolto oltre 20.000 adesioni. Perché sparisca definitivamente il fantasma di Genova 2001. 

Giuseppe Manzo

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