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CARTA DI LAMPEDUSA, CRONACA DI UN INCONTRO

In corso sull'isola la tre giorni per scrivere una Carta sui temi dell'accoglienza e dell'inclusione

 

 

Da 48 ore a Lampedusa sta avvenendo un evento. Prima della stesura della Carta di Lampedusa c'è già un fatto: l'incontro e l'ascolto reciproco tra associazioni e movimenti antirazzisti provenienti da tutta Europa e i cittadini lampedusani. Nella giornata di ieri i circa 300 partecipanti hanno ascoltato le ragioni di chi da solo si trova ad affrontare la grande sfida dell'accoglienza. L'isola è abituata a veder accendere i riflettori mediatici solo davanti alle emergenze o alle tragedie come quella del 3 ottobre. In questo caso la presenza anche di tanti giornalisti e free lance è dovuta al racconto di un incontro. 

Il sindaco Giusi Nicolini ha usato parole molto semplici ed efficaci rivolgendosi all'assemblea: "a Lampedusa calpestati diritti dei migranti e di chi vive luoghi di frontiera. Sono sicura che ci sorprenderete con le vostre idee". Ulteriormente interessante è stato l'intervento dell'associazione dei piccoli imprenditori che chiedono solo una cosa: non sottovalutare l'incidenza sull'economia dell'isola, "nella Carta trovino spazio le ragioni dei lampedusani". Si tratta di problemi concreti, quotidiani, come quello di dover pagare "una cifra elevatissima per biglietto aereo verso Palermo perché con la nave occorrono 8 ore". A quelle dei lampedusani si aggiungono le storie migranti di chi è passato nel Cspa o nei vari Cie del nostro Paese: giovani, donne e adulti che rivendicano solo la libertà di potersi muovere e decidere del proprio destino. 

Dopo questo incontro sono iniziati i lavori del forum nella sala conferenze dell'aereoporto. Altri spunti in questi giorni sono arrivati da organizzazioni del terzo settore che guardano con interesse all'evento come Legacoopsociali e Focsiv. Domani si potrà leggere il documento definitivo e, soprattutto, si lanceranno le prossime iniziative per cambiare le leggi in materia di immigrazione ed arrivare alla chiusura dei centri di detenzione, da Ponte Galeria al resto d'Italia. 

Giuseppe Manzo

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