logo nelpaese

ASSISTENZA DOMICILIARE: PARLA PAOLA MENETTI

Ecco l'intervista della presidente nazionale di Legacoopsociali rilascitata alla testata on line Superabile.it

 

Paola Menetti interviene sulla crisi dell'assistenza domiciliare in un'intervista rilasciata a Superabile.it, a margine di un convegno sul tema a Venezia.

 

Fare della non autosufficienza una vera priorità, migliorare la gestione delle risorse in un'ottica di integrazione pubblico-privato, comprendere il potenziale di sviluppo insito nelle attività di cura: è la via per dare una risposta organizzata e imprenditoriale alla crescente domanda di assistenza domiciliare. Lo ha ribadito oggi Paola Menetti, presidente nazionale di Legacoopsociali, intervenendo al convegno "Da badanti ad assistenti sociali: criticità e prospettive" organizzato da Legacoop Veneto. A rendere il percorso accidentato ci pensa una legislazione frammentata e divisa tra il livello nazionale e quello locale, insieme alla difficoltà a fornire un servizio qualificato, in regola e in linea con le possibilità economiche delle famiglie.

Presidente, qual è il quadro attuale e cosa si può fare per migliorare la situazione?

Il problema sostanziale è che oggi rispetto a questi temi la politica e le istituzioni si sono mosse secondo la logica del "bisogna spendere meno". Invece il punto fondamentale è che bisogna spendere diversamente e che bisogna avviarsi, a livello territoriale, verso un'integrazione possibile e crescente tra il pubblico e i soggetti sociali ed economici. L'obiettivo prioritario deve essere la risposta ai bisogni dei cittadini, al meglio delle risorse a disposizione. Al momento scontiamo una disattenzione pesantissima del pubblico. Il problema principale è che non si capisce ancora appieno che su questo campo si giocano le condizioni per lo sviluppo economico, perché se non c'è una risposta adeguata in materia di non autosufficienza le donne non vanno a lavorare, quindi il paese non riprende a crescere, le famiglie continuano a impoverirsi... È un tema strategico e prioritario.

Ma non è considerato tale...

Manca un piano strategico per la non autosufficienza e la frammentazione normativa ne è diretta conseguenza. Inoltre, c'è il problema oggettivo di una filiera istituzionale che non è coesa: la materia è delegata in modo frammentato tra stato, regione e comuni e questa è la ragione dell'inefficienza e della cattiva spesa. Il fatto che nel pieno della crisi sia stato azzerato il fondo per la non autosufficienza è un altro esempio. Serve un intervento di tutti i soggetti, all'interno di una responsabilità pubblica, perché qui si tocca un nervo sostanziale dei diritti di cittadinanza.

In materia di non autosufficienza una partita centrale è quella dell'assistenza domiciliare. Anche qui il quadro è frammentato da un punto di vista normativo e l'offerta non è organizzata. Le cooperative al momento hanno una posizione defilata, sono ancora titubanti nella scelta se entrare in questa partita.

Cosa le scoraggia?

Questo è vero ed è comprensibile, perché sono imprese e devono poter ricavare un profitto dalla loro attività. Al momento devono fare i conti con la concorrenza del lavoro nero o regolarizzato solo in parte, quindi meno costoso per le famiglie, contro il quale non riescono a offrire un'offerta competitiva.

Vuol dire che fino a che non si sistemano le cose le cooperative sono fuori gioco?

No. Significa che si deve lavorare contestualmente anche sul versante lavoristico. Credo che vada definita una forma di lavoro specifica per il lavoro con le famiglie e che si debbano trovare forme di lavoro regolari, con un costo indiretto calmierato. Si può pensare poi a forme di fiscalizzazione degli oneri sociali... È un tema che andrebbe ripreso anche con le organizzazioni sindacali.

Ci si arriverà a breve?

È una di quelle fasi in cui certamente può crescere l'attenzione al problema, perché le vecchie strade non sono più percorribili: non si può aumentare lo stanziamento pubblico, ad esempio.

Le cooperative devono scendere in campo in modo più incisivo?

Devono fare il loro mestiere, che è quello di stare sul territorio e rispondere alle esigenze della comunità. Abbiamo bisogno di rendere più sistemica la nostra proposta.

Redazione

@nelpaeseit

 

Proprietario
Logo Legacoop


Via Giuseppe Antonio Guattani 9, 00161 Roma   |   Tel: 06 844 39348   |   Email: segreteria@nelpaese.it
    Registrazione c/o Tribunale di Bologna m° 8367 del 01/12/2014 direttore responsabile Giuseppe Manzo
 
Sito Realizzato da Virtual Coop