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LAMPEDUSA, APPROVATA LA "CARTA": ECCO I PUNTI E COME ADERIRE

I circa 300 partecipanti giunti sull'isola da tutta Europa hanno discusso e approvato il documento: "la Carta di Lampedusa è un patto che unisce tutte le realtà e le persone che la sottoscrivono nell’impegno di affermare, praticare e difendere i principi in essa contenuti, nei modi, nei linguaggi e con le azioni che ogni firmatario/a riterrà opportuno utilizzare e mettere in atto". Libertà di movimento, chiusura dei Cie, diritto alla cura e al welfare tra i punti della Carta. L'abbraccio del sindaco e dei lampedusani. 

 

 

"La Carta di Lampedusa assume l’intero pianeta come spazio di applicazione di quanto sancisce, il Mediterraneo come suo luogo di origine e, al centro del Mediterraneo, l’isola di Lampedusa. Le politiche di governo e di controllo delle migrazioni hanno imposto a quest’isola il ruolo di frontiera e confine, di spazio di attraversamento obbligato, fino a causare la morte di decine di migliaia di persone nel tentativo di raggiungerla. Con la Carta di Lampedusa si vuole, invece, restituire il destino dell’isola a se stessa e a chi la abita. È a partire da questo primo rovesciamento dei percorsi fino ad oggi costruiti dalle regole politiche ed economiche predominanti, che la Carta di Lampedusa vuole muoversi nel mondo". Questo è uno dei passaggi del preambolo della Carta approvata sull'isola sabato 1 febbraio dopo due giorni di confronto e dibattito. I circa 300 partecipanti giunti da ogni parte d'Europa (movimenti antirazzisti, associazioni,giuristi mobilitati da Melting Pot Europe) hanno ascoltato le ragioni dei cittadini di Lampedusa, a iniziare dal sindaco Giusi Nicolini e dalle associazioni fino agli studenti. 

I punti

Libertà di movimento, di scelta (del luogo in cui abitare), di restare (senza essere costretti a lasciare il paese in cui si nasce o si abita), libertà personale, diritto all’abitare, diritto alla resistenza. E ancora: chiusura dei Cie e di tutti i centri, abrogazione di Eurosur, di Frontex, del sistema dei Visti, del regolamento Dublino, del meccanismo che lega il permesso di soggiorno a un rapporto di lavoro. Questa è la sintesi dei punti approvati nel lungo documento. 

La Carta afferma anche "la necessità dell’immediata abrogazione dell’istituto della detenzione amministrativa e la chiusura di tutti i centri, comunque denominati o configurati, e delle strutture di accoglienza contenitiva” e “la conversione delle risorse fino ad ora destinate a questi luoghi a scopi sociali rivolti a tutti e a tutte”. Per quanto riguarda il sistema di accoglienza, si afferma la necessità di chiudere campi e centri in favore di un sistema di accoglienza “diffusa, decentrata e fondata sulla valorizzazione dei percorsi personali, promuovendo esperienze di accoglienza auto-gestionaria e auto-organizzata, anche al fine di evitare il formarsi di monopoli speculativi”.

Il testo completo della Carta e le modalità di adesioni sul sito www.meltingpot.org 

 

G.M.

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