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LAMPEDUSA, TUTTO PRONTO PER LA "CARTA". LE PROPOSTE DI LEGACOOPSOCIALI

Sull'isola è tutto pronto per la tre giorni che riunirà decine di organizzazioni, associazioni e attivisti mobilitati da Melting Pot. Si parte venerdì con un incontro tra i partecipanti e il sindaco Giusy Nicolini. Domenica la plenaria che porterà all'approvazione della Carta: "un patto costituente tra molti e diversi, un processo collettivo, uno spazio comune che sarà responsabilità di ognuno preservare, ciascuno con le sue pratiche e le sue modalità", scrivono gli organizzatori. Anche Legacoopsociali guarda con attenzione a questo appuntamento e lancia le sue proposte contenute nel documento 2014 sull'immigrazione approvato dalla presidenza nazionale.

 

 

“Un patto costituente tra molti e diversi, un processo collettivo, uno spazio comune che sarà responsabilità di ognuno preservare, ciascuno con le sue pratiche e le sue modalità, un’occasione per iniziare a capire collettivamente come costruire una geografia del cambiamento che vada oltre i confini imposti dall’Europa per trasformare questo manifesto in realtà”. Tutto pronto per la Carta di Lampedusa, sull’isola arriveranno decine di associazioni, attivisti e organizzazioni dal 31 gennaio al 2 febbraio. Si parte venerdì: ore 17 incontro con il sindaco Giusy Nicolini. E poi la due giorni di sessioni fino alla riunione plenaria di domenica 2. Tutte le informazioni sulla organizzazione dell’evento sono sul sito www.meltingpot.org.

Anche Legacoopsociali guarda con attenzione a questo appuntamento e lancia le proposte nel Documento 2014 approvato dalla presidenza nazionale.

Chiudere i Cie, ridefinire i Cara

"L’Italia ha accumulato un pesante e per certi versi incomprensibile ritardo nella capacità di arrivare ad una gestione pragmatica e razionale dell’immigrazione - è scritto nel comunicato di Legacoopsociali - nonostante oramai da anni vi sia la consapevolezza diffusa che l’immigrazione stessa non è questione emergenziale, ma caratteristica strutturale alla nostra organizzazione sociale, economica e culturale. In quest’ottica auspichiamo che venga abolito definitivamente il reato di clandestinità, si superi ogni indugio, così come si è fatto a Gradisca, si deve passare alla chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione divenuti ormai una vera vergogna nazionale e siano ridefinite le caratteristiche dei centri che accolgono i rifugiati e richiedenti asilo (Cara), sia riducendone le dimensioni, sia eliminando le chiusure e aprendoli al territorio, sia garantendo tempi di permanenza più brevi e, soprattutto, certi".

Le proposte

Nella piattaforma sul tema immigrazione approvata dalla presidenza nazionale di Legacoopsociali il 28 gennaio "si rivendica il ruolo delle cooperative sociali: hanno svolto e svolgono un ruolo importante di accoglienza, di formazione, di mediazione culturale, di inserimento lavorativo". 

Poi aggiunge: "E per questo chiediamo: la garanzia del pieno esercizio dei diritti civili, sociali e sanitari in una condizione  di piena uguaglianza tra soggetti conviventi sul medesimo territorio regionale; la prevenzione e il superamento delle situazioni di maggior disagio e marginalità, riconoscendo le singole soggettività, identità culturali, religiose e linguistiche; la costruzione e il consolidamento di stabili condizioni di pari opportunità di accesso al sistema di welfare locale;   il sempre maggiore orientamento delle risorse pubbliche nazionali ed europee verso azioni che favoriscano, l’istruzione, la formazione e incisivi percorsi di inclusione lavorativa; la valorizzazione anche dell’associazionismo straniero, individuando modalità di rappresentanza per favorire la loro partecipazione alla vita pubblica nella comunità locale; la promozione di interventi diffusi di informazione, promozione culturale e di mediazione sociale per evitare l’innescarsi di conflittualità e la creazione di condizioni di convivenza democratica tra migranti e popolazione autoctona; la definizione di strategie condivise che affrontino a livello nazionale e poi locale la questione abitativa per i migranti dentro un quadro integrato di interventi che valorizzino da un lato l’accoglienza primaria, ma altresì siano capaci, anche attraverso l’housing sociale, di proporre percorsi graduali verso l’autonomia, in grado di sostenere e promuovere l’accesso alla casa per gli immigrati e per i Rom".

Redazione

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