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Domenica, 19 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Giovedì, 05 Luglio 2018 - nelPaese.it

“Le cooperative per una società più sostenibile”: questa la tematica della Giornata Internazionale delle Cooperative, che si terrà questo sabato 7 luglio 2018. Per dare risalto a come le cooperative anche nella nostra provincia contribuiscono a creare una società più equa e sostenibile, Legacoopbund presenta il suo Bilancio Sociale 2017 con dati e fatti sulle cooperative associate. “La nostra associazione rappresenta 186 cooperative in Alto Adige con più di 25.000 soci. Le cooperative agiscono nel presente, pensando al futuro e tenendo in considerazione quelli che sono i bisogni della comunità”, afferma il Presidente di Legacoopbund Heini Grandi.

Sono le cooperative che condividono questa visione e che puntano su uno sviluppo sostenibile, quelle che l’associazione Legacoopbund intende promuovere e sostenere. Tra le proprie associate Legacoopbund annovera numerose imprese che si impegnano per la tutela dell’ambiente ed un utilizzo più consapevole delle risorse ambientali.

Così anche la cooperativa sociale “Akrat Recycling” di Bolzano che da vecchi mobili ricava veri e propri oggetti di design, oppure la cooperativa sociale “Lebenswertes Ulten - bergauf” che produce e vende prodotti di lana ecologici e locali. Vanno qui anche menzionate le Botteghe del Mondo gestite in forma cooperativa che promuovono un commercio più equo e gli ambiziosi obiettivi della Cooperativa di Comunità Alta Val Venosta (BGO) nel rafforzare la coesione sociale e dare nuovo valore alle risorse locali.

I dati del Bilancio Sociale: 2.271 dipendenti e 277 progetti di integrazione lavorativa

Anche i dati riportati nel Bilancio Sociale di Legacoopbund dimostrano che le cooperative contribuiscono ad una crescita economica duratura e sostenibile e ad una società più inclusiva.

“Nel 2017 nelle 75 cooperative sociali associate a Legacoopbund erano occupate 277 persone svantaggiate e ulteriori 101 vi hanno svolto un tirocinio; questo sempre nell’ambito di progetti di integrazione lavorativa”, così il Presidente Heini Grandi: “Queste persone solo difficilmente riuscirebbe a trovare un’occupazione sul libero mercato. Possiamo dunque immaginare quanto sia importante per loro e per le loro famiglie avere un lavoro regolare e remunerato”.

Il contributo delle cooperative per la società, tuttavia, non si limita a questo. Così, nell’anno appena trascorso, 95 famiglie hanno potuto prendere in consegna le chiavi dei loro nuovi appartamenti costruiti in cooperativa, vedendo così realizzato il loro sogno di una casa di proprietà. Inoltre, le cooperative hanno creato numerosi posti di lavoro in Alto Adige: nelle 186 cooperative associate a Legacoopbund erano, infatti, occupate 1.503 persone con un contratto a tempo determinato o indeterminato, di cui 60% donne, e ulteriori 768 persone con altre forme di contratto. L’ampia quota di dipendenti donne si riflette anche nell’alto numero di lavoratrici part-time; esse costituiscono quasi il 50% dei dipendenti. Questo a dimostrazione del fatto, che le cooperative attribuiscono un grande valore alla conciliabilità tra famiglia e lavoro.

186 cooperative associate

Legacoopbund conta 186 cooperative associate, tra cui 75 cooperative sociali (42 di tipo A e 33 di tipo B), 45 cooperative edilizie, 44 cooperative di lavoro e di produzione, 14 cooperative di servizi, 5 cooperative di parcheggio, una cooperativa agricola, una cooperativa di consumo e una cooperativa di comunità.

Mentre il numero di cooperative associate negli ultimi anni è rimasto pressoché invariato– nell’anno 2017 a fronte di 8 nuove costituzioni vi sono stati 8 scioglimenti di cooperative – il numero dei soci è triplicato negli ultimi 10 anni. “Nelle cooperative i soci sono anche proprietari dell’impresa e possono partecipare alle decisioni più importanti.”, ricorda Heini Grandi: “La nostra associazione fa da garante per il rispetto di questi principi e dei valori che contraddistinguono la cooperazione”.

Il valore della produzione complessivo delle cooperative associate a Legacoopbund nel 2017 è stato di 95 milioni di euro, come indicato nel Bilancio Sociale. Anche i dati riguardanti il fondo mutualistico “Start” illustrano una situazione complessivamente positiva. Le cooperative associate a Legacoopbund destinano il 3% del loro utile netto di bilancio a questo fondo, che sostiene la costituzione di nuove cooperative e lo sviluppo di quelle già esistenti. Nel 2017, 59 cooperative hanno versato 3% del loro utile al fondo mutualistico, mentre 7 cooperative hanno ricevuto un prestito da “Start”.

Le cooperative dunque si sostengono a vicenda con l’obiettivo di tutelare le risorse e il patrimonio anche per le generazioni future. “È nostro intento guardare oltre il risultato immediato del nostro agire,contribuendo così ad un’economia e società più sostenibile”, conclude Heini Grandi.

 

 

Pubblicato in Trentino-Alto Adige

“Sono venuto qui per scappare dalla situazione del mio paese. Lì non potevo più stare - racconta - qui sono stato riconosciuto come rifugiato e da poco ho ottenuto la cittadinanza. Ma per me trovare un lavoro è difficile, per questo vivevo qui. Faccio lavori saltuari, in agricoltura, quando capita. Altro non trovo”. Ragib ha 38 anni e racconta a Redattore Sociale la sua storia. Lui è uno dei 120 rifugiati sudanesi che questa mattina sono stati sgomberati dall’immobile che autogestivano in via Scartabove.

Sul posto arriva anche Aboubakar Soumahoro, il sindacalista Usb portavoce dei braccianti, che è appena rientrato dal viaggio per il rientro della salma di Soumaila Sacko in Mali. Con un video sulla sua pagina facebook, Soumahoro denuncia l’amministrazione capitolina: “Non si possono buttare per strada 120 persone, tutti rifugiati politici con il solito scaricabarile tra prefettura e Comune di Roma.  Da anni denunciamo questa situazione, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Abbiamo chiesto un incontro all’assessore alla Casa e all’assessora alla Politiche sociali Laura Baldassarre, dalla quale anche alla luce del suo curriculum pensavamo di poter essere ascoltati. E, Invece, solo silenzio. E’ mancata totalmente la volontà politica di trovare una soluzione insieme”.

Stamattina il Campidoglio ha predisposto un banchetto di fronte il palazzo sgomberato per offrire ai rifugiati un posto nelle strutture di accoglienza del circuito cittadino extra Sprar. Ma finora solo due, dei circa 70 presenti, sono disposti ad accettare quella che si preannuncia un’alternativa temporanea di qualche mese.

Soumahoro promette che da lì non andranno via e e chiede alla sindaca Raggi di recarsi “per trovare una soluzione immediata”. 

(Fonte: Redattore Sociale/ec) 

Pubblicato in Nazionale

Sul calendario degli inceneritori italiani c’è una data cerchiata in rosso: 5 luglio 2018. Da oggi, infatti, scatta in tutta l’Unione europea l’applicazione del nuovo regolamento comunitario che riguarda la classificazione della pericolosità dei rifiuti per l’ambiente (il 2017/997). E in quanto regolamento, le sue pagine vanno prese alla lettera da tutti gli Stati membri. Italia compresa.

Per le scorie e le ceneri pesanti prodotte dagli impianti di incenerimento potrebbe essere una rivoluzione: applicando i criteri del regolamento, infatti, da rifiuto “non pericoloso” potrebbero risultare rifiuto “pericoloso”. Con conseguenze tutte da verificare sui costi per le aziende.  È l'inchiesta del nuovo numero di Altreconomia, quello di Luglio 2018

 

Nello stesso numero: 

– Dalla parte giusta del mare. I volti e le storie di chi aiuta i migranti in Grecia in un imperdibile reportage

– Gli ultimi americani: viaggio tra le disuguaglianze a stelle e strisce, dove 40 milioni di persone vivono in condizioni di povertà

– Derivati: tra banche ed enti locali la partita è ancora aperta. Forse. Una decisione europea potrebbe riaprire contenziosi;

– Inquinamento da Pfas: facciamo il punto sullo stato dell’arte delle analisi in Veneto. Nell’area di Vicenza, Verona e Padova, esposta alle sostanze chimiche della Miteni, vivono oltre 800mila persone

– Ecco i protagonisti dell’agricoltura del futuro: giovani e appassionati, eredi delle conoscenze delle vecchie generazioni pioniere del biologico e della filiera corta;

– Disabilità: un futuro indipendente a due anni dalla legge sul “Dopo di noi”. I nuovi progetti che in Italia accolgono la scelta di vita delle famiglie con figli con disabilità;

– Buio in strada: così il cinema si riprende lo spazio nelle città. Mentre le 1.204 sale cinematografiche italiane continuano a perdere spettatori, si moltiplicano le iniziative per organizzare proiezioni in spazi insoliti;

– Le signore del disarmo: doppia intervista al Nobel per la pace 2017 (Beatrice Fihn, coordinatrice della campagna ICAN) e all’Alto rappresentante Onu, Izumi Nakamitsu;

– L’Europa dei festival. Le grandi rassegne sembrano non conoscere crisi. Ecco le proposte dell’estate, tra formule diverse e sperimentazioni (non sempre commerciali);

– L’universo ai nostri occhi. Intervista allo scienziato italiano Paolo Conconi sulle prossime tappe dell’astrofisica.

 

Pubblicato in Ambiente&Territorio

Aia di Ramarella: la fattoria eco solidale del Valdarno è ormai realtà. L'aia di Ramarella, nel comune di Pergine, è una fattoria di agricoltura sociale attivata dalla cooperativa sociale Koinè in collaborazione con il Comune di Pergine, la Conferenza dei Sindaci Zonale, il DSM di Zona della Usl Toscana Sud Est.

Continuano i lavori per il pozzo che sarà disponibile nel mese di agosto, sta per essere completato il "sentiero dell'Elfo" attraverso il bosco, sono state realizzate due postazioni della fattoria didattica con galline mugellesi, colombe e pavoncelli. Sono finiti i lavori per l'attivazione della cucina, della merenderia e della bottega che ospiterà la vendita dei prodotti della fattoria. Tutte le strutture saranno a disposizione degli eventi che verranno organizzati nell'ambito del Patto Territoriale di salute mentale.

Per le prossime settimane sono poi state messe in calendario una serie di attività: dal lunedì al giovedì le persone impegnate in programmi di riabilitazione e socializzazione  si occupano dell'orto e del verde; il mercoledì pomeriggio un gruppo di adolescenti sarà impegnato nella realizzazione della segnaletica della fattoria didattica, dell'orto e del sentiero dell'Elfo; alcuni giorni del mese di luglio la fattoria ospiterà i ragazzi dei centri estivi del comuni di Montevarchi, Pergine e Laterina. Altri ospiti saranno i bambini seguiti dal servizio Ufsmia, gli utenti della comunità terapeutica Usma di Montevarchi, gli ospiti della Rsa della stessa città. Alla fine di luglio saranno anche ospitati 10 bambini del Saharawi.

"La fattoria sociale – sottolinea Sauro Testi, referente del Patto territoriale salute mentale -  costituisce uno spazio abilitante per una pluralità di persone e giovani in carico ai servizi della salute mentale e sociali dove effettuare attività lavorative, formative, laboratori protetti – anche di tipo diurno - coerenti con i programmi terapeutici di ognuno. Allo stesso tempo, la fattoria si candida ad essere un punto di aggregazione sociale aperto, uno spazio per le famiglie, un luogo ove passare un tempo libero di qualità, facendo percorsi nel bosco, giocando e mangiando cibi a km 0 e biologici alla Merenderia".

Una struttura alla quale la cooperativa sociale Koinè crede. "Rappresenta una risposta nuova al bisogno di incrementare e differenziare i contesti abilitanti   a favore di persone in carico ai servizi pubblici della salute mentale – sottolinea il Direttore Paolo Peruzzi. La parola chiave è recovery: viene usata in qualsiasi sfera della vita, dove sia presente una perdita, per indicare una ripresa. E' un processo di cambiamento attraverso il quale l'individuo migliora, con la consapevolezza della propria salute e  con l'assunzione di responsabilità sulla propria vita e sulla possibilità di essere in equilibrio e realizzato a livello individuale e sociale. E' un processo all'interno del quale la persona con problemi di salute mentale diventa incrementalmente protagonista attiva di scelte e percorsi di vita".

Ramarella è in grado di offrire questa opportunità

"Una volta completamente attivato il progetto, la fattoria disporrà di 2 appartamenti, ciascuno con 4 posti letto – annuncia Peruzzi. Qui persone con disturbi psichici e persone con disturbi dello spettro autistico potranno gradualmente inserirsi - in base ai bisogni personali ed ai propri tempi – in abitazioni supportate e protette sia di tipo lungo assistenziale sia orientate a risolvere il problema del "durante e dopo di noi". Gli spazi residenziali, peraltro, vanno interpretati come complemento e componente delle attività di agricoltura sociale che sono state impiantate e verranno sviluppate, utilizzando la terra e il bosco di oltre  20 ettari".

 

Pubblicato in Toscana

Il progetto “Valli a…Includere” ha lo scopo di promuovere la realizzazione di azioni finalizzate ad implementare servizi di presa in carico di 15 giovani dai 18 ai 29 anni residenti nel territorio della Valle di Comino (FR) in particolari condizioni di vulnerabilità e fragilità sociale per orientarli e accompagnarli in percorsi di rafforzamento personale e sostegno sociale e all’occupabilità futura.

Il progetto è caratterizzato da una componente di innovatività che si esprima in molteplici dimensioni, dal modello operativo, alla co-partecipazione, all’integrazione delle risorse, agli spazi, alla governance.

In questo quadro complessivo si inserisce l’iniziativa “Caffè Incluso: idee e proposte per la costruzione di un territorio inclusivo e sostenibile” si è svolta sabato 23 giugno, presso la sede del palazzo comunale a Piazza Umberto I – Villa Latina (FR), ed ha visto la partecipazione di numerosi attori istituzionali e non. Una giornata di confronto e discussione sulle tematiche di sviluppo locale, inclusione sociale e cittadinanza attiva organizzata nell’ambito del progetto “Valli a…Includere”, realizzato dalla Cooperativa Prassi e Ricerca onlus e dall’Impresa Sociale Borghi Artistici, assieme ad un’ampia rete di Partner.

Dopo la tavola rotonda dal titolo “Il sistema Valle di Comino”, moderata dal presidente del Gal Verla Loreto Policella, si è tenuto un momento di convivialità multietnica attraverso il “World Cafè”, volto alla progettazione partecipata con il facilitatore Luigi Incatasciato, European Project

Pubblicato in Lazio
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