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Domenica, 19 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 09 Gennaio 2018 - nelPaese.it
Martedì, 09 Gennaio 2018 16:21

DALL'INDONESIA ALL'ITALIA: LE STORIE DI AIESEC

Il periodo delle feste termina dopo l’epifania e porta con sé tante storie da raccontare. Una di queste è quella di Nanda una giovane Indonesiana che, dopo essersi trasferita in Australia, per gli studi, decide di partire per l’Italia, col fine di conoscere la cultura del paese a fondo.

Grazie ad AIESEC,che organizza scambi di volontariato e tirocinio internazionale,  Nanda arriva in Italia il 4 Dicembre e ha l’opportunità non solo di svolgere un progetto meraviglioso a contatto con i bambini, ai quali insegna l’inglese, ma anche di conoscere a pieno la cultura italiana.

Nanda infatti approfittando delle feste natalizie in Italia, non solo ha avuto modo di comprendere un largo spezzone della nostra tradizione- familiare e religiosa- ma ha anche avuto l’opportunità di vivere a pieno la sua esperienza, girando parecchie città e provando diverse prelibatezze italiane. Dopo averle parlato per qualche minuto è subito chiaro che la sua esperienza in Italia sia stata molto arricchente per lei, e per le persone che l’hanno conosciuta. Ciò che l’ha colpita particolarmente è stata la gentilezza e la disponibilità che le hanno sempre dimostrato sia i responsabili del progetto, che i referenti di AIESEC.

In particolare racconta il momento in cui, appena arrivata a Milano dopo un viaggio di otto ore, la sua carta di credito smette di funzionare e l’unico contatto che aveva fosse della referente AIESEC del progetto che prontamente è andata a prenderla all'aeroporto, lasciandola piacevolmente sorpresa e contenta. Nanda ha vissuto a pieno un’esperienza diversa di vita, si è integrata nella famiglia presso la quale era ospite, in un periodo speciale dell’anno, dove ci si ritrova con la famiglia e ci si riunisce; allo stesso tempo la famiglia ospitante si è dimostrata aperta al confronto, e ha dato prova di voler vivere realmente uno dei valori più importanti che tutti dovremmo tenere a mente e che AIESEC porta avanti da sempre, che è il living diversity.

In un momento così delicato della storia, dove tantissime persone si spostano in tutte le direzioni del pianeta cercando una nuova vita, una nuova quotidianità, dovremmo ripescare un valore così importante qual è il “ vivere la diversità” , ma soprattutto bisogna imparare a conoscerla e a confrontarsi con essa . La storia di Nanda è solo un esempio di come questo sia possibile, ma attorno ad essa si inseriscono tantissime altre storie, di persone volenterose, gentili e generose che che mettono in gioco loro stesse per poter rendere esperienze come queste possibili. Una di queste realtà è AIESEC stessa che, come organizzazione internazionale, lavora ogni giorno per poter rendere il mondo un po’ più vicino e un po’ meno diffidente.

Prova a saperne di più su aiesec.org

 

Pubblicato in Lettera al Direttore

In occasione della celebrazione dei 50 anni, AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla - rinnova la propriacampagna sui Lasciti testamentari e rinnova il suo impegno a fare cultura su questo fondamentale strumento, il lascito solidale appunto, capace di  garantire FUTURO a tante persone con SM.

"Il mio presente è la sclerosi multipla, il mio futuro sei tu. Con un lascito ad AISM tu sarai quella cura che ancora non c'è".  E' questo il messaggio della nuova campagna AISM, l'Associazione che da 50 anni eroga servizi, rappresenta e afferma i diritti delle 114 mila persone colpite da sclerosi multipla, e, attraverso la sua Fondazione (FISM), indirizza, promuove e finanzia la ricerca scientifica sulla SM in Italia.

La campagna ha l'obiettivo di aumentare la consapevolezza, in ogni cittadino, sull'importanza di fare testamento e di poter decidere di contribuire a migliorare il futuro di molte persone con SM e dei loro familiari, affidando il proprio impegno a una semplice volontà mediante un lascito solidale.

"Il lascito è una risorsa significativa e determinante. Ci permette di progettare e concretizzare nuovi progetti,garantisce il sostegno necessario alla ricerca scientifica e contribuisce al futuro di tante e nuove generazioni che,un domani, potranno contare su una cura definitiva per la sclerosi multipla che ancora oggi non esiste", dichiaraAngela Martino, Presidente Nazionale di AISM.

La sclerosi multipla è  una grave malattia del sistema nervoso centrale, cronica, imprevedibile e spesso progressivamente invalidante. Nel nostro paese si registra una nuova diagnosi ogni 3 ore. Colpisce per lo più i giovani tra i 20 e i 30 anni e le donne. Il 10% della popolazione colpita è rappresentata da giovani sotto i 18 anni. La SM in età pediatrica si manifesta in un momento di piena crescita delle funzioni cerebrali, portando all'insorgenza di problemi cognitivi e di disabilità fisica.

La campagna sarà on air a partire dalla 14esima edizione della Settimana Nazionale  dei Lasciti Testamentari

La campagna sarà presentata in occasione della Settimana Nazionale dei Lasciti (dal 22 al 28 gennaio 2018) promossa da AISM, con la collaborazione e il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato.

Durante questa settimana, si svolgeranno incontri che coinvolgeranno 50 città italiane una per ogni anno di attività di AISM: 7 giorni di incontri gratuiti durante i quali i notai saranno a disposizione dei cittadini, per informare, spiegare e approfondire cosa prevede la legge italiana in materia di diritto successorio e per sensibilizzare sull'importanza dei lasciti solidaliper realizzare i più importanti progetti di AISM e della sua Fondazione a favore delle persone con sclerosi multipla.

Il calendario degli incontri sul territorio e le informazioni sulla Settimana Nazionale AISM dei Lasciti sono disponibili al numero verde AISM 800-094464 e sul sito dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla su www. aism.it/lasciti.

Sempre al numero verde dedicato 800.094464 si potrà anche richiedere gratuitamente la Guida ai lasciti testamentari aggiornata e rinnovata nei contenuti e nella grafica, realizzata da AISM in collaborazione e con  il patrocinio del  Consiglio Nazionale del Notariato. Uno sguardo in materia di diritto che, con un linguaggio semplice e chiaro, aiuta a districarsi in una materia tanto complessa, come quella delle successioni, aiutando le persone interessate a fare scelte consapevoli.

La campagna, sarà articolata in un media mix che prevede la messa in onda di uno spot radio da 30", una pianificazione su stampa, radio, web e digital  con un spot da 30" oltre ad essere diffusa anche sui social network dell'Associazione con l'hashtag  #TUSEIFUTURO

 

Pubblicato in Salute
Martedì, 09 Gennaio 2018 15:58

BAMBINI AL CENTRO: OPEN DAY ALL'IPPONIDO

Sabato 13 gennaio dalle 10 alle 11.30 Open Day al Nido d'infanzia Ipponido di Tavagnacco, che aprirà le porte alle famiglie ed ai loro bambini. Ad occuparsi dell'accoglienza le educatrici e la coordinatrice della Cooperativa sociale Itaca che gestisce il servizio, le quali saranno a disposizione per una visita guidata e per rispondere a tutte le domande che i genitori porranno.

Situato in via Alpe Adria 6 a Tavagnacco (Udine), il nido d'infanzia Ipponido è attivo dal 2008,  è gestito dalla Cooperativa sociale Itaca ed accoglie bambini dai 12 ai 36 mesi con diverse possibilità di frequenza: part-time mattutino (7.30-13.30), full time con uscita anticipata (7.30-16.00), full time (7.30-18.00) o part-time pomeridiano (12.45-18.00).

L'impegno dell'Ipponido è quello di offrire un luogo di vita quotidiana ricco di esperienze e relazioni significative, garantendo una valida risposta educativa ai bambini in questa delicata e magica età. Gli spazi dell'Ipponido si articolano in open space con centri di interesse fruibili liberamente dai bambini. La disposizione di arredi e materiali è studiata accuratamente per offrire stimoli appropriati al grado di sviluppo, in modo che i bambini possano sperimentare situazioni di successo.

I centri di interesse presenti in maniera stabile sono quelli del gioco simbolico, la cucinetta, lo spazio per i travestimenti, quello per le attività grafico pittoriche, manipolazioni, travasi, attività con materiale naturale, e ancora lo spazio motorio, l'angolo morbido e lo spazio per la lettura. Grande impulso viene dato anche all'outdoor education con attività strutturate e non, proposte nell'ampio giardino.

In collaborazione con la scuola Punto Lingue è ormai tradizione proporre ogni anno un progetto in lingua inglese a carico delle famiglie, per dare ai bambini la possibilità di familiarizzare con un codice linguistico diverso, apprendere un piccolo lessico e soprattutto ricevere un imprinting all'inglese, positivo, divertente e stimolante.

Il principio che sta alla base del modello educativo-pedagogico dell'Ipponido è la centralità del bambino, visto nella sua globalità ed unicità. Il bambino è considerato attivo protagonista del proprio percorso di crescita e pertanto viene valorizzata la sua capacità di scelta e di autonomia: compito delle educatrici è quello di sostenerlo ed aiutarlo a raggiungere da solo le sue conquiste, rafforzando l'autostima di pari passo con l'autoregolazione.

Grande importanza rappresenta, infine, l'alleanza educativa con le famiglie, anello fondamentale per la comprensione dei messaggi del bambino e l'individuazione di risposte adeguate alle esigenze individuali nel pieno rispetto del processo di crescita.

 

Pubblicato in Friuli-Venezia Giulia

Cooperfidi Italia – il confidi nazionale della cooperazione, promosso dall’Alleanza delle Cooperative Italiane – ha sottoscritto il primo accordo tra un intermediario finanziario italiano e il Fondo Europeo degli investimenti, lo strumento della Banca Europea degli Investimenti che agevola l’accesso al credito delle PMI.

Il FEI ha concesso nell’ambito del programma EaSI, le proprie controgaranzie su un plafond di 25.000.000 di euro di finanziamenti garantiti da Cooperfidi alle cooperative sociali e all’intera economia sociale per potenziarne l’accesso al credito e un secondo plafond di 25.000.000 di garanzie dirette sotto forma di fideiussioni rilasciabili da Cooperfidi agli stessi soggetti. Si potrà accedere alle risorse del FEI, che abbatteranno il rischio di credito dell’80%, su operazioni fino a 500.000 euro a breve, medio e lungo termine, riducendo così i costi della garanzia consortile e dell’accesso al credito.

Potranno beneficiare della misura anche le cooperative di maggiori dimensioni, purché il loro fatturato annuo, o il totale dell’attivo, siano inferiori a 30 milioni di euro. “Siamo molto orgogliosi che il FEI abbia individuato Cooperfidi Italia” – ha dichiarato Mauro Frangi, presidente di Cooperfidi Italia – “quale intermediario in grado di raggiungere in tutto il Paese l’articolato mondo del Terzo Settore e dell’economia sociale. Grazie all’intervento del FEI, potremo beneficiare di risorse importanti per sostenere ancora di più e meglio un mondo, composto da cooperative sociali, associazioni, imprese ed organizzazioni, che continua a realizzare investimenti importanti a beneficio delle comunità. Soggetti sempre più obbligati ad offrire garanzie alle Istituzioni e alle Pubbliche Amministrazioni, o, più semplicemente, costretti a fare ricorso al credito bancario per smobilizzare i loro rilevanti crediti vantati nei confronti dello Stato e degli Enti Pubblici”.

“E’ la conferma” – ha aggiunto Francesco Abbà, componente del Consiglio di amministrazione di Cooperfidi Italia con delega a seguire l’attività nel comparto sociale – “dei risultati conseguiti da Cooperfidi Italia nel proporsi come il confidi di riferimento dell’intera economia sociale italiana a cui nei primi 11 mesi del 2017 sono state rilasciate oltre 28 milioni di euro di garanzie. Con queste nuove opportunità, Cooperfidi Italia potenzierà la propria partnership anche con le banche più vocate ad espandere la propria attività nel settore sociale.”

L’accordo Cooperfidi Italia – FEI è commentato positivamente anche dai principali soggetti di rappresentanza della cooperazione e del Terzo Settore italiano che registrano con soddisfazione la messa a disposizione di risorse per potenziare l’accesso al credito di soggetti fino ad oggi esclusi da interventi pubblici.

“Da alcuni anni nelle istituzioni europee si parla di investimenti ad impatto sociale e di investimenti nell’economia sociale. Ora, con l’accordo con il FEI, Cooperfidi passa dalle parole ai fatti. Il potenziale di innovazione sociale delle cooperative si arricchisce di un nuovo strumento per continuare a realizzare progetti e interventi e così sviluppare welfare, occupazione, inclusione sociale“ – ha commentato Giuseppe Guerini, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Cooperative Sociali.

“Una buona notizia” – ha commentato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – “Con la riforma si apre una stagione importante per il Terzo settore italiano anche sul fronte della finanza sociale. E’ una buona cosa che ulteriori strumenti entrino in gioco e Cooperfidi può avere un ruolo importante per la familiarità e la vicinanza che possiede verso la cultura dell’impresa sociale e del Terzo settore.”

 

Pubblicato in Nazionale

A novembre 2017 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), e' pari al 32,7%, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Si tratta del dato piu' basso dall'inizio del 2012. Lo rileva l'Istat nel diffondere i dati provvisori del mese di novembre. A novembre 2017 gli occupati in Italia hanno toccato quota 23.183.000. Si tratta del livello piu' alto dall'inizio delle serie storiche nel 1977. Il tasso di disoccupazione si attesta all'11,0%, (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre), mentre quello giovanile cala al 32,7% (-1,3 punti). Lo rileva l'Istat nel diffonder ei dati provvisori del mese di novembre.

Questo aumento dell’occupazione, però, fa a cazzotti con i dati stabili sulla povertà nel nostro Paese. E, soprattutto, non diminuisce la rabbia sociale e il sentiment di sfiducia che viene rilevato da diversi istituti statistici.

Nelle piccole e medie imprese boom lavoro temporaneo

Tre volte il ritmo di crescita del prodotto interno lordo italiano da quando e' stata riformata la disciplina del lavoro. Due volte l'incremento del Pil dell'ultimo anno. E' il livello di aumento dell'occupazione nelle imprese italiane artigiane, micro e piccole registrato nello scorso novembre. A rilevare l'apprezzabile performance l'Osservatorio mercato del lavoro CNA, che monitora mensilmente l'andamento dell'occupazione su un campione di oltre 20.500 imprese associate alla Confederazione con circa 135mila dipendenti complessivi.

A novembre l'aumento degli occupati in questo campione altamente rappresentativo e' risultato pari al 10,3% rispetto a dicembre 2014, alla vigilia cioe' dell'entrata in vigore delle riforme che hanno significativamente innovato il mercato del lavoro. Rispetto a novembre 2016 l'incremento e' stato del 3,5% grazie al +0,4% su ottobre. Un dato che ha portato il livello ai massimi del triennio in esame, verificati prima dell'estate, stagione tradizionalmente riflessiva sul fronte occupazionale. Una ripresa che, di fatto, conferma il ciclo colto dall'Osservatorio CNA negli anni precedenti.

L'ampliamento della base occupazionale tra novembre 2016 e novembre 2017 e' frutto della crescita a doppia cifra registrata da tutte le tipologie di contratto temporaneo: +67,9% il lavoro intermittente, +40,7% il tempo determinato, +23,4% l'apprendistato. Viceversa, e' diminuito del 7,4% il numero dei lavoratori con rapporti a tempo indeterminato. Dall'analisi emerge che in un anno e' cresciuto maggiormente il numero di dipendenti donne (+4,6%) rispetto agli uomini (+2,8%). A trainare l'occupazione "rosa" i contratti intermittenti (+114,3%) mentre appare piu' equilibrata la composizione delle tipologie contrattuali tra gli uomini, sempre guidata dal lavoro intermittente (+44,3% in un anno) ma tallonata dal tempo determinato (+39,1%).

A novembre i neo-assunti sono risultati pari al 2,5% del totale degli occupati segnando un aumento del 7,8% nell'arco dell'ultimo anno. Le cessazioni hanno riguardato, invece, il 2,1% della forza lavoro marcando una crescita del 27,2% su novembre 2016, quando avevano toccato l'1,7% della base occupazionale. Il lavoro intermittente ha trainato le assunzioni (+79,9%) davanti a tempo determinato (+7,8%) e apprendistato (+3,2%) mentre e' sensibilmente arretrato (-10,5%) il tempo indeterminato. Una composizione contrattuale che contribuisce alla forte crescita delle assunzioni tra le donne (+10,8%) rispetto agli uomini (+6,2%), tra i quali pero' sono cresciute tutte le tipologie contrattuali, anche se con intensita' differenti, passando dal +0,3% del tempo indeterminato al +36,5% del lavoro intermittente.

A novembre rispetto allo stesso mese del 2016 sono cresciute del 27,2% le cessazioni che hanno riguardato soprattutto il lavoro intermittente (+93,2%) e il tempo indeterminato (+31,1%).

 (Fonte: Redattore Sociale/Dire)

 

Pubblicato in Lavoro

Il 18 gennaio primo appuntamento teatrale del 2018 all’Everest di Vimodrone per la Stagione 2017/2018 curata da Industria Scenica.  La serata, in collaborazione con la sezione A.N.P.I. di Vimodrone (Milano), è dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto, a pochi giorni dalla commemorazione ufficiale del 27 gennaio con la Giornata Internazionale della Memoria.

Testastorta. La storia inventata è la versione scenica dell’omonimo romanzo della scrittrice israeliana Nava Semel: la messa in scena di una favola per adulti raccontata attraverso gli occhi spietati di un bambino e la dimensione onirica che vive, nonostante gli orrori della guerra. La storia si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale nell'Italia del Nord e narra degli orrori di quel conflitto e dei buchi neri che ha lasciato nella nostra coscienza collettiva.

Tommaso, otto anni, viene adottato da due donne bizzarre e selvatiche dal passato turbolento che abitano in un'immensa e fatiscente cascina in mezzo alla campagna. Presto il bambino si rende conto che nella soffitta diroccata della sua nuova dimora c'è nascosto qualcosa. O qualcuno. Il piccolo si improvvisa investigatore pensando alle ipotesi più improbabili prima di giungere ad una sconvolgente verità che lo riguarda da vicino, più di quanto egli non creda. La ricorrenza della Giornata della Memoria è il momento adatto per rivivere anche a teatro i buchi neri della nostra coscienza collettiva. Marina Conti e Stefano Zullo hanno pensato di farlo con una scenografia essenziale, fatta di pochi oggetti, che solletica l’immaginazione e ridisegna il periodo di povertà nel momento del conflitto mondiale.

La narrazione si accompagna alla musica: l’origine della storia, la frequenza in grado di scacciare i pensieri e trovare il modo di salvarsi dalla follia. Il Coro InCanto di Vimodrone aprirà la rappresentazione teatrale con un’esibizione legata al tema della memoria. Il presidio dell’associazione è nelle mani di Domitilla Melloni che guida oltre trenta elementi divisi in voci femminili e maschili. Musicisti classici accompagneranno il coro.

Chronos3 nasce nel 2011 nella cornice della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi ed è il frutto del lavoro di tre attori e registi: Manuel Renga, Vittorio Borsari e Valentina Malcotti. Dopo una prima fase iniziale di sperimentazione di progetti e spettacoli - portati sui palchi di alcuni dei maggiori teatri della Lombardia e del Piemonte, fra cui quelli milanesi del Piccolo Teatro e il Teatro Franco Parenti -, oggi la compagnia fa parte del Circuito Ministeriale Multidisciplinare della Lombardia C.L.A.P.Spettacolodalvivo ed è socia del Teatro Libero di Milano dal 2014. Anche la squadra si è arricchita: al nucleo di partenza si sono aggiunti gli attori Valerio Ameli e Veronica Franzosi, mentre per la parte organizzativa Martina Colucci ed Elisabetta Bonelli. Chronos3 crede fermamente che la drammaturgia contemporanea sia lo scorcio giusto per indagare la realtà di oggi. Il segreto sta nel farlo in maniera sperimentale.

Per questo motivo una narrazione moderna e sostanziale trova il valore aggiunto nella sperimentazione di spazi - teatri non-teatri - che creano un rapporto di complicità fra spettacolo e pubblico.

Industria Scenica ​nasce nel 2012 con l’idea di progettare e realizzare percorsi che integrano le arti performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale e ricreativo del singolo e della collettività. Negli anni è rimasta coerente con il suo percorso, credendo inoltre in una drammaturgia di comunità e nella produzione di spettacoli teatrali a partire da tematiche sociali. Per farlo, si serve di uno spazio storico e alternativo, un ex post-lavoro dell’età di quarant’anni che ha accolto migliaia di persone di passaggio e non, il Circolo Everest.

L’Everest è sede di Industria Scenica dal 2014 e le cinque menti artistiche che l’hanno fondata - Andrea Veronelli, Serena Facchini, Isnaba Miranda, Ermanno Nardi e Francesca Perego - tutt’oggi la fanno crescere, scalandone la vetta. Oggi Industria Scenica collabora con numerose compagnie teatrali, produce spettacoli di formazione e sperimentazione, lavora su progetti di peer education, media education, percorsi di formazione teatrale e video, spettacoli interattivi e uscite di tourism theatre. Per la stagione teatrale 2017/2018 collabora con: Comune di Vimodrone, Mibact, Circuito Ministeriale Multidisciplinare della Lombardia C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.

Pubblicato in Cultura

I terremoti e gli acquiferi dell'Appennino meridionale svelano la presenza di magma in profondità nell'area del Sannio-Matese. A scoprirlo, uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e del Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università di Perugia (DFG-UNIPG).

Il lavoro 'Seismic signature of active intrusions in mountain chains', pubblicato su Science Advances, impatta sulle conoscenze della struttura, composizione e sismicità delle catene montuose, sui meccanismi di risalita dei magmi e dei gas e su come monitorarli. "Le catene montuose sono generalmente caratterizzate da terremoti riconducibili all'attivazione di faglie che si muovono in risposta a sforzi tettonici", spiega Francesca Di Luccio, geofisico INGV e coordinatore, con Guido Ventura, del gruppo di ricerca, "tuttavia, studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta nel dicembre 2013-2014 nell'area del Sannio-Matese con magnitudo massima 5, abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 km di profondità. Un'anomalia legata non solo alla profondità dei terremoti di questa sequenza (tra 10 e 25 km), rispetto a quella più superficiale dell'area (< 10-15 km), ma anche alle forme d'onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche".

I dati raccolti mostrano che i gas rilasciati da questa intrusione di magma sono costituiti prevalentemente da anidride carbonica, arrivata in superficie come gas libero o disciolta negli acquiferi di questa area dell'Appennino. "Questo risultato", aggiunge Guido Ventura, vulcanologo dell'INGV, "apre nuove strade alla identificazione delle zone di risalita del magma nelle catene montuose e mette in evidenza come tali intrusioni possano generare terremoti con magnitudo significativa. Lo studio della composizione degli acquiferi consente di evidenziarne anche l'anomalia termica.

"È da escludere che il magma che ha attraversato la crosta nella zona del Matese possa arrivare in superficie formando un vulcano", aggiunge Giovanni Chiodini, geochimico dell'INGV. "Tuttavia, se l'attuale processo di accumulo di magma nella crosta dovesse continuare non è da escludere che, alla scala dei tempi geologici (ossia migliaia di anni), si possa formare una struttura vulcanica". Durante lo studio sono stati raccolti dati sismici e geochimici e sviluppati modelli sulla risalita dei fluidi. La ricerca è iniziata con l'analisi della sismicità della sequenza del Sannio-Matese, per poi concludersi con la modellazione delle condizioni di intrusione magmatica. La conoscenza dei segnali riconducibili alla risalita di magmi in zone non vulcaniche deve essere ancor estesa ad altre grandi catene come l'Alpino-Himalayana, Zagros (tra Iraq e Iran), le Ande e la Cordigliera Nord-Americana.

"I risultati fin qui raggiunti", conclude Di Luccio, "aprono nuove strade non solo sui meccanismi dell'evoluzione della crosta terrestre, ma anche sulla interpretazione e significato della sismicità nelle catene montuose ai fini della valutazione del rischio sismico correlato".

Pubblicato in Nazionale

I nuovi scontri armati tra il Movimento Nazionale per la Liberazione della Repubblica Centrafricana (MNLC) e Rivoluzione e Giustizia (RJ), riesplosi lo scorso 27 dicembre, hanno costretto alla fuga circa 30.000 persone. Gli sfollati hanno trovato rifugio nella città di Paoua, dove hanno raccontato agli operatori di Medici Senza Frontiere (MSF) l’orrore che si sono lasciati alle spalle: villaggi incendiati, estorsioni e attacchi indiscriminati contro chiunque capitasse a tiro. La situazione è ancora estremamente tesa.

Tutti i centri sanitari periferici sono chiusi e solo 13 feriti sono riusciti a raggiungere l’ospedale. All’ospedale di Paoua, l’equipe di MSF ha preso in carico soltanto 13 feriti. “Un numero molto basso se consideriamo il numero complessivo degli sfollati e l'estrema violenza descritta alle nostre equipe. Ci hanno raccontato di uomini a cavallo che sparavano su tutto ciò che si muoveva, di persone uccise o ferite abbandonate nella boscaglia”, spiega Gwenola François, capo missione di MSF in Repubblica Centrafricana. “Siamo molto preoccupati”.

Tra i feriti giunti all’ospedale, c’è Léonard Gangbe, 33 anni, agricoltore. Léonard è scappato dal suo villaggio il giorno in cui sono scoppiati i combattimenti e ha trovato rifugio in una casa nella foresta. Porta sul viso i segni della violenza subita: mentre cercava di evitare che gli portassero via il bestiame, uomini armati gli hanno sparato alla testa, provocandogli una lacerazione del naso e del labbro superiore. A causa dei combattimenti, MSF è stata costretta a sospendere le proprie attività nei 7 centri sanitari periferici della città di Paoua in cui presta assistenza medica. Stando alle testimonianze, tre di essi sono stati saccheggiati.

Una regione vulnerabile per la violenza incessante. La storia di Josianne, donna in fuga con i suoi figli. Nonostante nel 2017 la regione di Paoua sia stata relativamente risparmiata dai combattimenti, la violenza nell’area è ovunque. Questa violenza non è solo caratterizzata dagli scontri tra gruppi armati o dagli attacchi mirati contro la popolazione. È anche il frutto dell’incapacità delle autorità statali di garantire la sicurezza nella maggior parte del paese, e della proliferazione di uomini armati che vivono sulle spalle della popolazione, imponendo pagamenti in denaro con qualsiasi pretesto, come percorrere una strada, possedere bestiame o anche vivere nella propria casa.

La storia di Josianne Wankian, 37 anni, madre di nove figli, è un caso emblematico. Josianne viveva nel villaggio di Betokomia, a pochi chilometri da Paoua. Il 28 dicembre 2017, alle 5 del mattino, ha sentito dei colpi di arma da fuoco vicino alla propria casa. Suo marito e il figlio tredicenne sono fuggiti all’istante perché correva voce che la violenza avrebbe risparmiato le donne, ma non gli uomini, per cui non avrebbero avuto scampo. Poco dopo alcuni uomini armati sono entrati in casa in cerca di cibo e denaro. Josianne era sola con i figli più piccoli. Per fuggire incolume insieme a loro, ha dovuto chiedere in prestito 12.000 franchi CFA (18 euro) a un commerciante di capre e oggi ha trovato rifugio a Paoua, a casa di una sorella maggiore.

Non era la prima volta che Josianne e la sua famiglia cadevano vittime di estorsioni da parte di uomini armati. Nell'agosto 2017 avevano addirittura dato alle fiamme la sua casa. “Mio marito è un contadino. Avevamo 4 capi di bestiame, riuscivamo a vendere i nostri prodotti per aumentare le nostre entrate”, racconta Josianne. “Quando gli uomini armati vedono una casa in buone condizioni, entrano per estorcere cibo, bestiame o denaro. A noi è stato ordinato di pagare una tassa di 50.000 franchi (76 euro) per il nostro bestiame e altri 120.000 franchi (183 euro) solo per continuare a vivere nella nostra casa. Ma noi non avevamo quei soldi. Ho consegnato loro tutto ciò che avevamo, 25.000 franchi (38 euro). Poiché la casa non aveva ancora un tetto, ci hanno detto che sarebbero tornati a lavori finiti. Ma poi hanno rubato le nostre cose e hanno dato fuoco alla casa. Da quel giorno ho vissuto nei campi per diversi mesi insieme ai miei otto figli. Avevamo appena iniziato a ricostruire la nostra casa a Betokomia quando i combattimenti sono ripresi”.

Come Josianne, più di 30.000 persone nella regione di Paoua sono state costrette a trovare un rifugio nei villaggi vicini, ma anche lì la situazione dal punto di vista della sicurezza sta peggiorando. Ogni famiglia ospita fino a 40 sfollati, un numero enorme che inevitabilmente creerà presto problemi di approvvigionamento di acqua e cibo.

MSF lavora nella regione di Paoua dal 2006, supportando il pronto soccorso e il reparto pediatrico dell'ospedale e garantendo l'accesso all'assistenza sanitaria primaria ai bambini e alle donne incinte in sette centri sanitari periferici. In Repubblica Centrafricana MSF fornisce assistenza medica anche alle popolazioni di Bria, Bambari, Alindao, Batangafo, Kabo, Bossangoa, Boguila, Paoua, Carnot e Bangui. Dall'inizio del 2017, anno in cui si è registrata un'escalation delle violenze, MSF ha dovuto adattare diversi dei suoi programmi per rispondere ai bisogni urgenti delle popolazioni direttamente colpite dalla violenza.

Pubblicato in Dal mondo

Ascensori rotti o inesistenti, barriere edilizie insormontabili: la vita delle persone anziane è messa a dura prova ogni giorno, resa difficile da un insieme infinito di barriere che ne compromettono la qualità della vita e impediscono la loro piena partecipazione alla vita sociale.

L’esempio più clamoroso è sicuramente l’assenza di ascensori in circa il 76% delle loro abitazioni. Cosa fare e  di quali misure mettere in campo si parlerà a Roma l’11 gennaio prossimo nel seminario nazionale promosso dall’associazione Abitare e Anziani dal titolo “Standard edilizi e urbanistici per l’invecchiamento attivo”.

Il seminario sarà l’occasione per una riflessione generale sull’adeguatezza degli standard edilizi e urbanistici alle esigenze dell’invecchiamento attivo così come indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La finalità del seminario è di produrre primi indirizzi di orientamento per l’iniziativa vertenziali territoriale, ma anche per attivare interlocuzioni di merito ai vari livelli istituzionali.

Presiede i lavori Marco Di Luccio  Presidente  AeA; introduce Claudio Falasca  Direttore AeA. Comunicazione dell’ingegner Giancarlo Storto Esperto di politiche urbane e abitative. Seguiranno gli interventi di: Mina  Cilloni  Segreteria   Spi-Cgil Nazionale; Graziano Gorla Segreteria  Fillea Cgil Nazionale; Daniele Barbieri  Seg. Gen. Sunia Nazionale;  Enzo Costa Presidente  Auser  Nazionale.  Concluderà i lavori Gianna Fracassi, segreteria Cgil Nazionale.

 

 

Pubblicato in Diritti&Inclusione

In questi ultimi giorni le temperature sono salite anche di 7-8 gradi al di sopra delle medie del periodo mascherando da primavera anticipata il cuore dell'inverno: la causa di tutto ciò è da ricercarsi in una circolazione depressionaria sul Mediterraneo occidentale che ha richiamato verso la nostra Penisola venti molto miti dai quadranti meridionali.

Già dalle prossime ore però, l’inverno potrebbe tornare a far sentire la sua presenza con un generale calo delle temperature associato a condizioni di maltempo diffuso prima al Centro Nord e poi anche al Sud. Secondo le ultime uscite dei modelli, l’inizio della prossima settimana potrebbe essere interessato da una nuova fase perturbata con temperature in linea o poco al di sotto delle medie del periodo e di conseguenza nuove abbondanti nevicate in montagna.

Lo comunica il Centro Meteo Italiano

Pubblicato in Ambiente&Territorio
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