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Domenica, 19 Agosto 2018

NAPOLI: FERMO DA 1 ANNO IL BENE CONFISCATO COL NOME DI BORSELLINO In primo piano

Scritto da  Redazione Campania Lug 19, 2018

Nel 26esimo anniversario della strage di Via D’Amelio l’appello: “Lasciateci cominciare”. Il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino veniva ucciso a Palermo, insieme a cinque dei suoi agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Fabio Li Mul.

A 26 anni dalla strage di Via D’Amelio un bene confiscato a Napoli (via Petrarca 50) porta il suo nome: si tratta del sull'unico bene confiscato in Italia dedicato a Paolo Borsellino e il primo caso di struttura sottratta alla criminalità gestita da Agende Rosse. C’è solo un piccolo particolare: il bene, dopo circa una anno dal contratto di assegnazione, è al palo, a causa di una serie di problemi strutturali, da perdite idriche, a situazioni ancora abusive da risanare per creare le condizioni “legali” perché l’associazione, insieme a una rete di partner pubblici e privati, affidataria possa prenderne realmente possesso. A spiegare una situazione molto complessa e i cui tempi di risoluzione sono ancora da capire, è Nunzio Sisto, presidente di ARCa, Agende Rosse Campania.

“Non è stato consumato un solo giorno di assegnazione”

“Abbiamo avuto assegnato il bene nel maggio 2017 ma le attività restano ferme a causa dell’inagibilità dei luoghi, sia della parte agricola che della parte edificata, all’interno del parco ‘La Gloriette’ – racconta Sisto - Ci sono ancora delle parti abusive o da risanare nell’area agricola di circa 10mila di cui siamo affidatari”. Le (lunghe) vie burocratiche sono state già tutte perseguite: “Per la complessità delle problematiche e l’incrocio di competenze sulla gestione del bene, abbiamo finora coinvolto oltre 20 uffici del Comune di Napoli, con cui, insieme alla cooperative L’Orsa Maggiore, affidataria di un’altra parte del bene ora operativa, collaboriamo. Non ci sentiamo abbandonati ma avviliti. Non è stato consumato neanche un solo giorno di assegnazione, non è mai partito l’orologio”.

Il danno più grave di tutti? “Quello di non poter partire con le attività, noi siamo pronti da un bel pezzo, ma siamo con le mani legate, insieme a tutti i professionisti di alto profilo, del pubblico e del privato, che sono con noi in questo progetto e lavorerebbero a costo zero. Insomma, la cosa peggiore è non essere ancora in grado di restituire questo bene alla sua comunità”.

Le attività negate riguardano disabili, anziani e ragazzi a rischio

Le principali attività che si dovrebbero svolgere sul bene dedicato alla memoria di Paolo Borsellino riguardano soprattutto ragazzi con disagio mentale, autistici e anziani con demenza senile. A loro sarebbero dedicate delle “attività di servizio”, con la creazione del primo centro di Pet therapy sul modello federiciano. Accanto a queste, ci sono le “attività a reddito”, rivolte prevalentemente ai neomaggiorenni che, usciti dalle comunità di accoglienza, si trovano soli, senza formazione, senza lavoro e senza una casa. Ai cosiddetti ex bambini difficili, per cui è quasi impossibile il rientro in famiglia perché hanno subito reati gravissimi oppure per la mancanza o la malattia dei genitori, che si trovano all’uscita da una struttura, doppiamente abbandonati, sarebbero dedicate attività di accoglienza e accompagnamento al lavoro (attraverso l’inserimento nelle attività agricole, sbocco possibile anche per la produzione) e all’autonomia abitativa.

La ricorrenza sul bene dedicato a Borsellino

Quest’anno in occasione della ricorrenza del 26° anniversario della strage di Via D’Amelio, il bene confiscato Paolo Borsellino (presso parco il Parco La Gloriette, Posillipo) apre dalle 16 alle 19, in contemporanea all’evento che si terrà, come di consueto, a Palermo per iniziativa del Movimento delle Agende Rosse fondato dal fratello del magistrato ucciso, Salvatore Borsellino.

Tra gli altri, interverranno Roberta Gaeta, assessore al Welfare del Comune di Napoli, e Giovanni Conzo, Procuratore Aggiunto. Alle 16.58 si rispetterà un minuto di silenzio per ricordare quegli attimi tragici in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque dei suoi agenti di scorta, e cambiò per sempre la storia del nostro Paese.

Maria Nocerino (da napolicittasolidale.it)

 

L'ultima modifica Giovedì, 19 Luglio 2018 14:40
Redazione Campania

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