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Martedì, 18 Settembre 2018

Foto Francesco Malavolta Foto Francesco Malavolta

MIGRANTI, MORCONE CONTRO AMNESTY E SEA WATCH: SCONTRO CONTINUO VIMINALE-ONG In primo piano

Scritto da  Giuseppe Manzo Nov 08, 2017

Scontro continuo tra ministero dell’Interno e Ong. Durante la presentazione a Roma del Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017 il capo di Gabinetto Mario Morcone ha sbottato contro Amnesty e Sea Watch nelle dichiarazioni raccolte da Eleonora Camilli di Redattore Sociale: “Io non seguo le stupidaggini che dice Amnesty international né il responsabile dei diritti umani europeo, ancora devono trovare manganelli elettrici che avremmo utilizzato negli hotspot e ancora mi devono dare la prova dei respingimenti di migranti in Libia da parte dell’Italia. Stiamo discutendo di un paese che sta cercando di ritrovare una sua stabilità di un governo riconosciuto dalle Nazioni Unite. Se poi mettiamo in discussione una istituzione riconosciuta dalle Nazioni unite, il discorso è diverso – sottolinea Morcone - L’Italia non ha mai rispedito nessuno in Libia, se il commissario ai diritti umani dice questo, dice il falso. Noi abbiamo solo consentito che la Guardia costiera libica salvasse le persone e le riportasse in Libia, ma lo ha fatto la Guardia costiera libica, non lo hanno fatto le navi italiane. Molto spesso questo tema è usato in modo strumentale rispetto al ruolo che l’Italia ha svolto e svolge rispetto ad altri paesi europei. L’Italia dal 2014 ha accolto numeri sempre più elevati di persone che cercavano il riconoscimento di un diritto – aggiunge Morcone -, questo ha portato ad avere oggi in accoglienza 200 mila persone e a porci il problema di quanto saremmo stati in grado di garantire effettivamente a queste persone”.

Secondo Morcone finora “nessuno si era mai posto il problema delle condizioni della carceri in Libia: c’erano gli sbarchi, le ong portavano i migranti in Italia e fine”. “Noi da tempo stiamo spingendo a favore delle grandi organizzazioni umanitarie, Unhcr e Oim innanzitutto, perché siano presenti in Libia per garantire accoglienza dignitosa “.

E su Sea Watch, dopo le accuse di un suo membro alla Guardia costiera libica Morcone non ha dubbi: “Noi non crediamo né a Sea Watch né alla Guardia costiera libica, ma non dobbiamo neanche stabilire aprioristicamente chi sono i buoni e chi sono i cattivi perché c’è molto da discutere su chi oggi siano i buoni e chi siano i cattivi”.

Queste dichiarazioni sono arrivate in risposta alle parole  direttore della Caritas, Francesco Soddu che aveva espresso preoccupazione sulla esternalizzazione delle frontiere in Nord Africa: “l’urgenza del contenimento dei flussi, non può indurre a soluzioni che si muovono su terreno pericoloso sul fronte dei diritti umani. Lo stesso commissario dei Diritti umani del Consiglio d’Europa, lo scorso 28 settembre, chiedendo chiarimenti sull’accordo con la Libia ha scritto che: consegnare individui alle autorità libiche o ad altri gruppi in Libia li espone a un rischio reale di tortura o di trattamenti inumani e degradanti o punizioni. Il fatto che queste azioni siano portate avanti in acque territoriali libiche non esime l’Italia dai suoi doveri stabilità dalla Convenzione”.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

 

 

 

L'ultima modifica Mercoledì, 08 Novembre 2017 15:32
Giuseppe Manzo

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