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Domenica, 19 Agosto 2018

Foto dal sito Amnesty Usa - Afp/Getty Foto dal sito Amnesty Usa - Afp/Getty

NICARAGUA, REPRESSIONE E MASSACRI: IL GRIDO DELLE ONG In primo piano

Scritto da  Redazione Lug 19, 2018

"In Nicaragua la situazione è preoccupante. Soprattutto nella regione occidentale, nella capitale Managua e a Masaya, la popolazione vive nel terrore e nell'incertezza. La gente cerca di uscire il meno possibile e nessuno viaggia più. A risentirne sono soprattutto le piccole attività: negozi e ristoranti hanno cominciato a chiudere, molti hanno perso il lavoro, si spende sempre meno". A parlare con l'agenzia 'Dire' e' Alberto Schiappapietra, responsabile Paese per l'ong italiana Gvc.

Alberto da vari anni coordina i progetti che l'organizzazione segue in Nicaragua, e che consistono nella lotta alle violenze di genere e in attivita' di sensibilizzazione e prevenzione rispetto al cambiamento climatico. Dal 18 aprile il Nicaragua e' scivolato in una spirale di violenze. L'approvazione di tagli alle pensioni ha fatto esplodere un dissenso che, come ricordano gli osservatori, covava da tempo: lo scorso anno, l'accordo con la Cina per la costruzione del canale di Nicaragua, con la prospettiva di espropri di terre ai campesinos e forti danni ambientali, aveva aperto una prima crepa.

Poi ci sono state la criminalizzazione dell'aborto e una legge sul femminicidio giudicata "blanda" dai difensori dei diritti umani. In un Paese dove la poverta' e' al 29,6% (stime della Banca mondiale), e in cui lo Stato non diffonde statistiche su sanita', educazione e altre questioni sociali dal 2012, e' facile intuire che la riforma delle pensioni proposta da Ortega ad aprile siano state "la goccia" che ha fatto traboccare il malcontento.

Anche la direttrice di Amnesty International per le Americhe Erika Guevara-Rosas denuncia la gravità della situazione: "Tre mesi dopo che la repressione di stato è iniziata in Nicaragua, circa 300 persone sono state uccise - la stragrande maggioranza dalla polizia o da gruppi armati filogovernativi. Il presidente Ortega ha ripetutamente mostrato che non si fermerà davanti a nulla per annientare tutti quelli che osano opporsi al suo governo e chiunque abbia la sfortuna di mettersi in mezzo, compresi bambini, studenti, madri delle vittime e membri del clero." 

"Negli ultimi giorni – aggiunge - gli attacchi diffusi contro la popolazione civile si sono intensificati e sono aumentati in termini di dimensioni e coordinamento, con aggressori che trasportano armi letali dispiegate in città come Masaya, diventate il simbolo della resistenza al regime spietato del presidente Ortega. Le autorità del Nicaragua devono immediatamente frenare le forze di sicurezza dello stato e smantellare i gruppi armati che agiscono palesemente con il loro sostegno". 

(Fonte: agenzia stampa Dire)

L'ultima modifica Giovedì, 19 Luglio 2018 13:39
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